Giovedì, 26 Novembre 2020
Russia

Il mistero delle migliaia di animali morti sulle spiagge della Kamchatka

Le carcasse di foche, polipi e ricci ricoprono da giorni la costa della remota penisola russa e nessuno sa dare una spiegazione plausibile

Sono migliaia e migliaia. Le carcasse di foche, polipi e ricci ricoprono da giorni la costa della remota penisola russa della Kamchatka, in Estremo Oriente: gli ambientalisti lanciano l'allarme e parlano di "misteriosa catastrofe ecologica". Il giallo in effetti è fitto. Nell'acqua sarebbe stato trovato un contenuto in eccesso di prodotti petroliferi di 3,6 volte rispetto al consentito, il doppio di fenoli (composti chimici derivati del benzene).

Il mistero della morìa di animali in Kamchatka

L'ufficio del procuratore generale russo sta monitorando le indagini sull'incidente di contaminazione. Gli specialisti hanno prelevato ulteriori campioni di acqua di mare, aria e sabbia dalle aree colpite e sono in corso numerosi test di laboratorio. Sarebbe una fuoriuscita di qualche potente tossina, ma da dove? Nelle immagini satellitari pubblicate da Greenpeace in Russia la contaminazione sembra arrivare da un fiume, che sfocia nell'Oceano Pacifico. Nelle foto e nei video realizzati dai residenti della Kamchatka e pubblicati sui social, si può vedere la spiaggia ricoperta da stelle e ricci di mare, pesci, granchi e persino polpi morti.

Che l'inquinamento sia la causa del disastro lo pensano in tanti, ma senza un'indagine approfondita sarà complicato capirne l'origine e arginare il problema o evitare che tutto ciò si ripeta in futuro. Le foto shock delle migliaia di carcasse di animali invadono i social media russi. Secondo il Siberian Times i primi a segnalare che c'era qualcosa di strano sono stati i surfisti sulla spiaggia di Khalatyr e nella baia di Avacha, che hanno poi visto decollare un aereo con "250 kg di campioni d'acqua, sedimenti del fondo marino e animali morti". Il risultato delle analisi chimiche e' atteso in giornata a Mosca. I surfisti stessi da qualche tempo dopo le loro acrobazie in acqua riportavano sintomi come bruciore degli occhi e nausea. 

La politica locale a un certo punto non ha più potuto restare a guardare e il governatore del Kamtchatka, Vladimir Solodov, ha minacciato provvedimenti per chiunque abbia cercato di nascondere la gravità della situazione. Secondo il ministro russo dell'Ambiente, Dmitri Kobylkine, fino ad ora nei campioni analizzati non e' stato riscontrato alcun eccesso di prodotti petroliferi o chimici, e propenderebbe per un fenomeno di origine naturale. Il ministro ha citato il caso delle isole giapponesi situate nelle stessa regione, dove a seguito di tempeste aumenta la tossicita' dei micro-organismi in grado di modificare la concentrazione in ossigeno, con conseguenze gravi per la fauna.

Altri esperti citati dall'agenzia Ria Novosti ipotizzano la perditra di un carburante, l'eptite, da un razzo: nella zona sono numerosi gli impianti militari. L'ultima catastrofe ambientale industriale in Russia in ordine di tempo è dovuta alla fuga di 21 mila tonnellate di carburante in un fiume dell'Artico, lo scorso maggio, quando cedette il serbatoio di una centrale termica. 

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