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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
MEDIO ORIENTE

"Arafat avvelenato con il polonio"

Per gli esperti svizzeri non ci sono dubbi. Meno di un mese fa però un'indagine condotta da esperti russi aveva escluso che il polonio potesse essere la causa della morte dell'ex presidente dell'Anp

Gli studi condotti dagli esperti svizzeri hanno scoperto livelli di polonio almeno 18 volte superiori alla norma nelle costole e nel bacino di Yasser Arafat, nonchè nel terreno che ha accolto i suoi resti. E' quanto riporta al Jazeera, precisando che secondo gli studiosi svizzeri questi dati sono compatibili con la teoria del presunto avvelenamento del leader palestinese, morto nel 2004 in un ospedale militare francese.

Meno di un mese fa però un'indagine condotta da esperti russi aveva escluso che il polonio potesse essere la causa della morte dell'ex presidente dell'Anp.

Arafat morì in Francia l'11 novembre del 2004, a 75 anni, per cause che i medici non riuscirono a chiarire. All'epoca non venne condotta alcuna autopsia. I resti del leader palestinese vennero riesumati lo scorso novembre per consentire i prelievi necessari alle analisi condotte da tre squadre di inquirenti, svizzeri, francesi e russi.

Una conferenza stampa è in programma oggi a Losanna alle 13.45, al Centro universitario di medicina legale, sul rapporto redatto dagli esperti svizzeri sulle cause della morte di Yasser Arafat. Stando a quanto si apprende nel comunicato diffuso dall'istituto, saranno presenti Patrice Mangin, direttore del centro, e Francois Bochud, direttore dell'Istituto di radiofisica applicata. I due medici "risponderanno alle domande legate al rapporto degli esperti consegnato martedì ai rappresentanti della signora Souha Arafat e dell'Autorità nazionale palestinese".

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