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Martedì, 21 Maggio 2024
Il rapporto / Iran

Minaccia nucleare dall'Iran: "Lavoro frenetico sull'uranio, entro pochi mesi avranno la bomba atomica"

L'allarme arriva dagli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, che a febbraio hanno visitato l'impianto di Fordow, nascosto in una montagna ai margini del Grande deserto salato dell'Iran

L'Iran si muove a velocità "frenetica" nella produzione di uranio arricchito e potrebbe essere pericolosamente vicino alla produzione di un'arma nucleare. A lanciare l'allarme è l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), i cui ispettori hanno raccolto segnali preoccupanti durante l'ultimo viaggio nel sito più tecnologicamente avanzato in Iran, quello di Fordow, nascosto all'interno di una montagna ai margini del Grande Deserto Salato dell'Iran.

"Nelle fabbriche che avevano cessato la produzione di uranio arricchito in base all'accordo nucleare del 2015, gli ispettori hanno assistito a un’attività frenetica: nuove apparecchiature installate, che producono uranio arricchito a velocità sempre più elevate, e un’espansione in corso che potrebbe presto raddoppiare la produzione dell’impianto", scrive il Washington Post citando la relazione stilata a termine dell'ispezione di febbraio da parte dell'Aiea.

"Arma atomica pronta entro 6 mesi"

Secondo gli esperti che hanno analizzato la relazione, di questo passo l’Iran potrebbe essere in grado di realizzare una prima bomba atomica grezza entro sei mesi. Per costruire un sistema di lancio dell'ordigno nucleare, ad esempio attraverso un missile, potrebbe essere necessario un po' più di tempo, due anni o poco più. Ma lo scenario non è certo rasserenante.

Secondo la relazione degli ispettori ripresa dal quotidiano americano, inoltre, l'impianto di Fordow avrebbe raggiunto un livello di arricchimento dell'uranio del 60%, pericolosamente vicino a quello utilizzato in campo militare, che è del 90%. Un livello decisamente superiore, rimarcano gli esperti, rispetto a quello richiesto dalle applicazioni civili.

L'allarme non arriva soltanto dall'Agenzia intergovernativa per il nucleare. Secondo "più di una dozzina di attuali ed ex funzionari dell'intelligence degli Stati Uniti e dell’Europa, l’Iran avanza lentamente ma con sicurezza per accumulare i mezzi per un’arma futura senza fare alcuna mossa palese per costruirne una", riporta ancora il Washington Post, che sottolinea inoltre il fallimento completo dell'accordo nucleare del 2015, che imponeva limiti rigorosi alle attività nucleari dell'Iran.

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Con la firma dell'intesa la maggior parte degli impianti erano stati messi fuori servizio e ai restanti era stato permesso di produrre isotopi solo per applicazioni mediche e ricerca civile. A partire dal 2018, anno in cui Donald Trump decise di stralciare l'accordo, gli ispettori dell'Aiea hanno osservato una produzione di uranio arricchito a Fordow passare da zero a 317 chili dello scorso febbraio. 

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