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Mercoledì, 25 Maggio 2022
CRONACA / Italia

Le armi chimiche siriane arrivano in Italia: giovedì si saprà in quale città

Forti polemiche dalle amministrazioni locali "in pole position" per l'attracco delle navi cargo che trasportano l'arsenale di Assad: nessuno vuole le armi chimiche vicino alle proprie case

Le speculazioni su quale porto italiano sarà utilizzato per il trasferimento delle armi chimiche siriane sulla nave americana che le distruggerà in acque internazionali finiranno giovedì 16 gennaio con l'annuncio della scelta, dopo l'audizione in Parlamento del direttore generale dell'Opac. Brindisi, Taranto, Augusta, Gioia Tauro e Cagliari sono i porti più citati sui media negli ultimi giorni come possibile approdo, e già si sono scatenate le polemiche con tanto di rifiuti preventivi.

Il viaggio delle armi chimiche di Damasco è già iniziato e procede, a piccole tappe, ma nei tempi previsti, mentre dalla capitale francese la titolare della Farnesina, Emma Bonino, ha spiegato che la scelta del porto italiano sarà fatta in base ai requisiti tecnici "che ci sono stati chiesti e che il ministro delle Infrastrutture sta verificando". Un messaggio questo indirizzato a chi ha criticato la decisione che ha portato l'Italia a sedere al tavolo della conferenza di pace 'Ginevra 2', il 22 gennaio a Montreux. E volto a ribadire la determinazione del governo italiano ad andare avanti e fare la sua parte.

Giovedì il direttore generale dell'Opac, Ahmet Uzumcu, incontrerà Bonino e poi si recherà in Parlamento per spiegare, davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, le fasi che riguardano il trasbordo degli agenti chimici da un cargo danese o norvegese alla nave Usa Cape Ray. L'operazione dovrebbe avvenire alla fine del mese alla presenza di ispettori dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche che poi esamineranno il materiale una volta a bordo della nave americana.

IL FRONTE POLEMICO

A pochi giorni dalla decisione finale continuano però a fioccare i 'no' dalle amministrazioni locali italiane, rifiuti che questa volta hanno avuto una eco internazionale. Con un articolo intitolato 'L'opposizione locale in Italia rischia di ritardare il processo di distruzione dell'arsenale chimico siriano', il Wall Street Journal mette in guardia sul rischio che "i piani che prevedono di usare un porto italiano inciampino" nell'opposizione che diverse località stanno manifestando. In particolare, il quotidiano americano cita il rifiuto di Brindisi e la lettera che il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci ha scritto al premier Enrico Letta in cui annuncia di "respingere l'ipotesi di Cagliari con rabbia e shock" e di volerla combattere "in ogni maniera possibile". Per ora, pare, a nulla sono valse le rassicurazioni del ministro Bonino sul fatto che le armi chimiche non "toccheranno il suolo italiano".

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