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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Armi facili / Stati Uniti d'America

Stragi con armi legali di persone con problemi mentali: i controlli non funzionano

Negli Usa non funzionano neppure i controlli di background: Garcia aveva problemi mentali noti ma ha potuto comprare un Ar-15, un fucile d'assalto. Le proposte di legge per il divieto delle armi d'assalto cadono sempre nel vuoto. E così, nuove stragi, nuovi lutti, nuove dichiarazioni contrite. E poi si ricomincia da capo: 14.939 persone sono morte per ferite inflitte o autoinflitte nel solo 2023

Mauricio Garcia, il killer 33enne della strage di sabato scorso in un centro commerciale del Texas, aveva acquistato legalmente, senza incontrare ostacolo alcuno, le armi in suo possesso, compreso il fucile d'assalto Ar-15 usato nella strage in cui ha ucciso otto persone, di cui tre bambini. Aveva potuto acquistare armi legalmente nonostante fosse stato congedato nel 2008 dopo tre mesi di servizio militare per problemi mentali, a dimostrazione che non funzionano neppure i più basilari e banali controlli di background su chi acquista armi. Sul suo profilo social pubblicava post su nazisti, armi e sparatorie di massa: una circostanza che conferma la mancanza di controlli anche sulla rete. Garcia aveva screenshot con gli orari di punta del centro commerciale, quelli con più clienti presenti. Più vittime potenziali. Un uomo da fermare e che invece è entrato in azione.

Gli Usa delle armi facili

Un ordine esecutivo della presidenza Usa a marzo ha aumentato il numero di controlli su chi acquista armi, cercando di avvicinare il più possibile gli Stati Uniti verso 'background check" per tutti anche senza una legge specifica. Il minimo sindacale o poco più: si controllerà se qualcuno è un criminale violento, un molestatore o uno stalker prima di vendergli una pistola. L'ordine esecutivo puntava anche ad aumentare l'uso effettivo delle leggi delle "red flags", cioè le notifiche di allarme che dovrebbero quindi avvisare i venditori su acquirenti a rischio. L'efficacia di tutto ciò è un punto di domanda, come dimostrano gli ultimi fatti texani. Sei mesi fa alcuni senatori democratici avevano portato in Senato delle proposte di legge per il divieto delle armi d'assalto e per l'innalzamento a 21 anni del limite per l'acquisto di armi. 

Più di 4 statunitensi su 10 vivono in una famiglia con almeno un'arma

Il prestigioso Pew Research Center ha rivelato che più di 4 statunitensi su 10 vivono in una famiglia che possiede almeno un'arma da fuoco. C'è poi una sproporzione incredibile tra numero di abitanti e armi: negli Usa circolano393,3 milioni di armi per 330 milioni di abitanti. In passato il New York Times aveva pubblicato un'inchiesta secondo cui gli statunitensi dopo il massacro della Sandy Hook Elementary School, in cui morirono 27 persone, per lo più bambini tra i 6 e i 7 anni, acquistarono, in solo mese, circa 2 milioni di pistole. In pratica, quando si verifica un attacco, le vendite di armi da fuoco aumentano repentinamente. 

Da decenni tutti i tentativi "veri" di modificare le leggi sul libero possesso delle armi vengono stoppati sul nascere o poco dopo, anche, se non soprattutto, grazie al potere della lobby armiera nell'attività legislativa e per l'intransigenza della destra repubblicana. Nell'estate 2022 il presidente Biden ha firmato una legge sulle armi, "la più significativa negli ultimi 30 anni" e la prima, dopo molti anni, a intervenire in materia. Prevede, tra l'altro, finanziamenti per gli Stati che si impegneranno a ridurre la possibilità che le armi finiscano nelle mani di individui considerati un pericolo per se stessi o per gli altri e porrà fine alla cosiddetta "scappatoia del fidanzato", bloccando la vendita di pistole a quanti sono accusati di violenze domestiche anche contro i partner non sposati. Tuttavia, il provvedimento non interviene sulla vendita di fucili di assalto né su quella dei caricatori ad alta capacità. Le stragi con armi da fuoco infatti non si fermano.

Il secondo emendamento della costituzione degli Stati Uniti d'America protegge il diritto di detenere e portare armi: "Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero, una ben organizzata Milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare Armi, non potrà essere violato", recita il testo. Gavin Newsom, democratico, governatore della California, oggi lo definisce ormai "un patto suicida". Newsom ha chiarito di non avere "alcuna opposizione ideologica" contro le persone che "responsabilmente" possiedono armi, se vengono fatti controlli sui precedenti penali e se viene fornita formazione su come usarle.

Ma è come provare a fermare il vento con le mani. E così, nuove stragi, nuovi lutti, nuove dichiarazioni contrite. Una mattanza quasi quotidiana. E poi si ricomincia da capo, con altro sangue. 14.939 persone sono morte per ferite inflitte o autoinflitte con armi da fuoco negli Usa nel solo 2023. Un Paese con un centinaio di morti al giorno per armi da fuoco ha un problema enorme.

I "mass shooting" sono un'epidemia solo americana

I "mass shooting" (definibili come quegli episodi in cui quattro o più persone vengono uccise o ferite con un'arma da fuoco) sono un'epidemia solo americana. Queste tragedie fin troppo frequenti hanno creato una cultura della paura nella società a stelle e strisce, facendo in modo che nessun luogo pubblico sia di fatto percepito come sicuro; hanno insegnato a una generazione di bambini a nascondersi sotto le scrivanie durante le esercitazioni. 

C'è un motivo se questo non accade da nessun'altra parte nel mondo. Gli Usa rendono fin troppo facile per le persone che non dovrebbero avere armi mettere le mani su armi addirittura "da guerra", progettate per massimizzare le vittime. Siamo arrivati al punto che il governo del Texas, nel recente passato, ha preferito fornire alle scuole i kit per test del Dna per identificare le vittime di stragi, invece di fare qualcosa di concreto per limitare l'uso delle armi. Difficile trovare un'immagine più potente.
 

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