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Martedì, 16 Aprile 2024
In concreto / Ucraina

Quali armi Meloni ha promesso a Zelensky

L'Italia invierà i sistemi anti-missile, mentre per i caccia, chiesti da Kiev, una decisione non è presa ma la porta non è chiusa

Una visita che segna, se non un cambio di passo, un rafforzamento del sostegno dell'Italia all'Ucraina, a un anno dall'inizio dell'invasione russa. Giorgia Meloni, nella conferenza stampa con il presidente Zelensky, è stata precisa nell'indicare quale saranno i sistemi di difesa antiaerea che l'Italia fornirà a Kiev: "Ci siamo concentrati su sistemi di difesa antiaerea, Samp-T, Spada, Skyguard", ha detto la premier.

L'Italia invierà i sistemi anti-missile dunque, mentre per i caccia, chiesti da Kiev, una decisione non è presa ma la porta non è chiusa. "Al momento non c’è sul tavolo l'invio di aerei, è una decisione da prendere con i partner internazionali", ha spiegato Meloni, aggiungendo però che "quando c'è un aggredito tutte le armi sono difensive". Un modo per far chiarezza rispetto ai tanti distinguo che arrivano dalle opposizioni (M5s) ma anche dalla sua maggioranza che però, garantisce, "nei fatti" è solidamente a sostegno dell’Ucraina. Del resto, ribadisce la premier, girarsi dall'altra parte è "impossibile e stupido" e "chi sostiene anche militarmente Kiev è chi lavora per la pace".

Spada, Skyguard

Spada e Skyguard sono batterie contraeree differenti ma che usano gli stessi missili terra-aria, gli Aspide. Di che armi si tratta? Vennero progettate oltre trent'anni fa dall’allora Selenia, più volte aggiornate. la produzione è sotto il controllo del consorzio europeo Mbda. Sono armi considerate da tutti gli esperti militari molto precise, hanno un raggio di azione di decine di chilometri. Gli Aspide sono missili terra-aria di vecchia generazione, che l'Italia non utilizza più. ​Lo Skyguard-Aspide è un sistema d’arma missilistico terra-aria a corta portata contro la minaccia aerea condotta alle basse e bassissime quote. Il sistema è costituito da una centrale di tiro e due lanciatori, denominati U2. 

Per il sistema anti-missile Spada l'Italia può fare tutto da sola oggi, non necessita di autorizzazione di altri paesi, per l'esportazione. Il motivo è che il sistema era in dotazione all’Aeronautica militare con un radar e di una centrale di tiro di progettazione italiana. Lo Skyguard viene usato dall'Esercito. Gli apparati di vigilanza e controllo sono stati realizzati in Svizzera e prodotti negli impianti sul suolo italiano della Rheinmetal Italia. Secondo quanto riporta oggi Repubblica, le autorità elvetiche finora non hanno mai permesso la cessione all’Ucraina di strumenti militari e anche le consegne degli Skyguard-Aspide annunciate dalla Spagna non sono state concretizzate.

Si tratta di sistemi "vecchi", che a breve sarebbero finiti "fuori servizio". Le sostanze chimiche dei propellenti hanno una durata limitata, ma in pochi giorni di lavoro possono essere fatti tornare nuovamente operativi. Hanno il vantaggio, dal punto di vista dell'Ucraina, di essere disponibili subito e in gran quantità (alcune centinaia). Per far fronte ai probabili raid di cruise e droni russi, l'utilizzabilità immediata è fondamentale.

Samp-T

Il Samp-T è un sistema ben più moderno. Nasce dall'esigenza di disporre di un sistema missilistico a media portata idoneo a operare in nuovi scenari operativi. L'attuale versione del SAMP/T ha capacità di avanguardia nel contrasto delle minacce aeree e dei missili balistici tattici a corto raggio: intercetta velivoli nel raggio di 100 chilometri) e missili balistici tattici a corto raggio (entro 25 chilometri). In sintesi, è uno dei migliori sistemi antiaerei esistenti al mondo e può "mettere nel mirino" anche i missili balistici. Si serve di missili terra-aria Aster 30 e il sistema può mirare contemporaneamente a più bersagli. Prodotto in Italia e Francia, il numero di batterie esistenti a oggi, febbraio 2023, è molto ridotto. Basti pensare che l'Esercito italiano ne ha 5 di queste batterie, di cui una in un paese nel Golfo Persico e una usata per addestramento.

Quali armi abbiamo inviato nel 2022 all'Ucraina

Lanciarazzi, mezzi per il trasporto delle truppe, carri armati, camionette anti mine. Sono solo alcune delle armi che in questi mesi l’Italia ha inviato all’Ucraina. L'Italia ha dimostrato di dare un contributo rilevante con una serie di armi avanzate anche da un punto di vista tecnologico perché sono stati donati i due sistemi bellici più potenti e più moderni in assoluto.

Si tratta dei semoventi Mlrs e Pzh2000. Il primo è un mezzo che si muove con a disposizione dei lanciarazzi. Questi in particolare sono stati decisivi per consentire alle truppe ucraine di surclassare l'artiglieria russa. Dietro le sigle tecniche infatti ci sono i mezzi migliori in dotazione al nostro Esercito e alle forze Nato. Il semovente Mlrs è la versione aggiornata dell'Himars americano. Il modello statunitense però è trasportato su un camion e può lanciare sei ordigni mentre quello concesso dall'Italia ha dodici razzi, che si muovono su un veicolo cingolato e corazzato. Il nostro Paese ne conta diciotto e all'Ucraina ne sono in corso di consegna due, che si uniranno a quelli offerti da Inghilterra e Germania. Di fatto sono una sorta di carro armato che però non ha un singolo cannone e può avere diverse tipologie di attacco. I Pzh2000 sono invece obici semoventi di concezione tedesca: hanno un cannone da 155 millimetri a caricamento automatico e una direzione del tiro computerizzata. Possono colpire fino a quaranta chilometri di distanza, sparando venti proiettili in soli tre minuti: in pratica, un solo Pzh2000 ha il volume di fuoco di tre cannoni russi.

L'ultimo decreto varato dal governo Draghi aveva messo a disposizione altri armamenti pesanti: gli obici semoventi M109L. Sono più vecchi ma ancora utili. Sono cingolati corazzati con un cannone da 155 millimetri che impiega munizionamento Nato. Negli ultimi anni della Guerra Fredda l'Italia ne ha prodotti centinaia, aggiornando il modello originale statunitense, poi dall'inizio del millennio sono tolti dal servizio. 

Per lo spostamento delle truppe sono stati inviati i veicoli trasporto truppe M113, che consente alla fanteria ucraina di muoversi senza temere raffiche e schegge. Sono vecchi ma efficienti, fondamentali per rimpiazzare i blindati distrutti in un anno di guerra: pure Stati Uniti e Olanda li stanno consegnando a Kiev. 

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