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Lunedì, 4 Marzo 2024
Leak / Egitto

Armi in segreto a Mosca: la fuga di notizie che imbarazza l'Egitto (e gli Usa)

Secondo il Washington Post al-Sisi avrebbe ordinato la produzione di 40mila missili da inviare di nascosto alla Russia

Chiedere la pace in pubblico per poi fornire segretamente nuovi missili all'esercito russo. È il doppio gioco che viene contestato all'Egitto alla luce della fuga, o leak, di informazioni riservate in possesso delle forze armate Usa. I documenti - ottenuti dal Washington Post tramite l'app di messaggistica Discord - fanno emergere elementi che chiamano in causa direttamente il presidente Abdel Fattah al-Sisi assieme ad alcuni alti funzionari militari. Il capo del governo egiziano, secondo quanto rivelato dal giornale americano, di recente ha ordinato la produzione di 40mila missili da inviare di nascosto alla Russia.

Uno scoop che mette in dubbio non solo la presunta neutralità del Cairo sulla guerra in Ucraina, ma che mette in imbarazzo le potenze occidentali, Usa in primis, che negli ultimi anni hanno trattato al-Sisi come un partner affidabile nel Medio-Oriente. Anche l'Italia, nonostante i casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki, negli ultimi anni si è mantenuta in ottimi rapporti con al-Sisi, come dimostrato dai dati sull'export militare verso l'Egitto (primo destinatario di armi made in Italy nel 2020) e dalle continue relazioni bilaterali (l'ultima missione in Egitto del ministro degli Esteri Antonio Tajani risale a metà marzo). 

Lo stesso Washington Post ha messo in luce nello scoop gli aspetti più imbarazzanti per gli Usa dell'alleanza con un Paese accusato di sostenere l'invasione dell'Ucraina. "Fornire armi alla Russia per la sua guerra in Ucraina - si legge - rappresenterebbe una mossa potenzialmente esplosiva per l'Egitto, una nazione che, nonostante il rafforzamento dei legami con Mosca, rimane profondamente coinvolta nella sua partnership con gli Stati Uniti, che per decenni hanno fornito al Paese più di un miliardo di dollari un anno in aiuti alla sicurezza". Recentemente Usa e Ue hanno inoltre avvertito la Cina che ogni sostegno militare a Mosca avrebbe serie conseguenze nelle relazioni con Pechino. Tuttavia non si registrano ancora reazioni dei Paesi occidentali alla notizia che tale sostegno all'invasione potrebbe essere arrivato da uno Stato 'amico'

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Reagendo alle rivelazioni dei Washington Post, l'ambasciatore Ahmed Abu Zeid, portavoce del ministero degli Esteri egiziano, ha affermato che “la posizione dell'Egitto fin dall'inizio della guerra si basa sul non coinvolgimento in questa crisi e sull'impegno a mantenere l'equidistanza, pur affermando il sostegno dell'Egitto alla Carta delle Nazioni Unite e al diritto internazionale nelle risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Continuiamo a sollecitare entrambe le parti a cessare le ostilità e raggiungere una soluzione politica attraverso i negoziati", ha affermato il rappresentante del governo egiziano senza commentare il merito dell'inchiesta giornalistica. 

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