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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Scenari / Ucraina

Quale sarebbe la risposta militare se Putin usasse armi nucleari

L'ex capo della Cia David Petraeus: "Penso che risponderemmo eliminando ogni forza convenzionale russa che possiamo vedere e identificare sul campo di battaglia in Ucraina e anche in Crimea, oltre a ogni nave nel Mar Nero"

Quale sarebbe la reazione dell'Occidente se Putin utilizzasse armi nucleari in Ucraina?  Gli Stati Uniti, insieme agli alleati della Nato, "eliminerebbero" le forze russe in Ucraina se il  presidente russo Vladimir Putin decidesse di usare armi nucleari. Ad affermarlo, in un intervista su ABC News, è il generale in pensione David Petraeus. Per Petraeus le potenze occidentali devono prendere molto sul serio le minacce di utilizzare armi nucleari che arrivano da Mosca.

"Solo per fare un'ipotesi", nel caso "penso che risponderemmo eliminando ogni forza convenzionale russa che possiamo vedere e identificare sul campo di battaglia in Ucraina e anche in Crimea e ogni nave nel Mar Nero", ha spiegato Petraeus. Un attacco nucleare "non potrebbe rimanere senza risposta. Ma non deve essere per forza una risposta maggiore: non è nucleare per il  nucleare. Non si vuole, di nuovo, entrare in un'escalation nucleare ma devi dimostrare che questo non può essere accettato in alcun modo". Petraeus non è uno qualunque, è un esperto militare molto ascoltato e rispettato, in quanto ex capo delle forze armate usa in Iraq e Afghanistan ed ex capo della Cia. Dopo le prime settimane dall'inizio dell'invasione, fu tra i primi a ipotizzare seriamente che l'Ucraina sarebbe riuscira a respingare i russi e a 'sconfiggerli', almeno in parte del Paese. 

Petraeus: "Putin in un pantano irreversibile"

Secondo l'ex generale, oggi in pensione, il presidente russo Vladimir Putin ora deve affrontare un pantano "irreversibile". Putin "sta perdendo" nonostante le mosse "significative" ma "disperate" nella guerra iniziata alla fine di febbraio, ha detto Petraeus durante la trasmissione di ABC "This Week". "Il presidente Zelenskyy e l'Ucraina si sono mobilitati molto meglio della Russia", ha detto Petraeus. "L'Ucraina ha reclutato, addestrato, equipaggiato, organizzato e impiegato una forza incomparabilmente migliore della Russia". Indipendentemente dalla spavalderia di Putin, Petraeus ha detto: "Nessuna annessione, nessuna minaccia nucleare più o meno velata può tirarlo fuori da questa situazione".

Alla domanda dell'intervistatore se la Russia potesse vincere alla fine la guerra l'Ucraina, Petraeus ha detto di non vedere come: "Non possono. Non c'è niente che Putin possa fare a questo punto per vincere". Venerdì scorso Putin aveva annunciato che la Russia avrebbe annesso "per sempre" quattro regioni dell'Ucraina, una mossa denunciata da Ucraina, Stati Uniti e molti altri paesi. Qualche giorno prima il leader russo aveva annunciato una mobilitazione parziale con 300.000 riservisti per rafforzare lo sforzo bellico, scatenando proteste in tutto il suo paese. Ha ammesso "errori" nel modo in cui è stata condotta la mobilitazione, ma ha sostenuto ancora in un discorso venerdì che l'invasione è stata cruciale per preservare la Russia contro quello che ha descritto come "il nemico" Occidente. Quel discorso aveva l'obiettivo, secondo l'ex capo della Cia, di minare l'impegno dell'Europa a sfidare la Russia, che è uno dei principali fornitori di energia del continente.

Nel frattempo le forze ucraine, sostenute da miliardi di armi e finanziamenti da parte di Stati Uniti ed alleati europei, hanno ottenuto costanti successi territoriali dopo una controffensiva iniziata il mese scorso. "La Russia continuerà a perdere sul campo di battaglia", ha detto Petraeus di Putin, indicando il recente ritiro della Russia da una città hub di approvvigionamento in una delle regioni annesse. 

"L'Europa vivrà un inverno difficile", ha anche detto Petraeus. "Ci sarà un flusso molto ridotto di gas naturale, ma lo supereranno e non credo che si spaccheranno sulla questione del sostegno all'Ucraina". "I negoziati, come ha detto il presidente Zelenskyy, ci saranno solo in una fase finale", ha aggiunto. Un imminente risultato diplomatico è improbabile, anche perché Zelenskyy ha comunicato venerdì che l'Ucraina avrebbe accettato colloqui di pace solo "con un altro presidente della Russia". E per ora Putin, nonostante le recenti proteste contro la mobilitazione, è ancora saldo al potere. 

Stoltenberg (Nato): "Una guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere mai combattuta"

"La retorica sul nucleare del presidente Putin è pericolosa e imprudente, l'abbiamo sentita diverse volte prima, ma questo non cambia il fatto che sia pericolosa. Per questo abbiamo detto chiaramente al presidente Putin che qualsiasi uso di armi nucleari avrebbe conseguenze gravi per la Russia e cambierebbe naturalmente la natura del conflitto". A dirlo è stato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel corso di un'intervista al programma “Meet the press” su Nbc.

"Abbiamo anche chiarito che una guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere mai combattuta, questo è un messaggio che la Nato e gli Alleati della Nato mandano alla Russia", ha aggiunto Stoltenberg. E ancora: "Questa è una guerra che il presidente Putin ha iniziato, è una guerra per sua scelta. La Nato non fa parte di questo conflitto, quello che facciamo è fornire sostegno all'Ucraina, una nazione indipendente e sovrana in Europa che ha il diritto di difendersi da un'aggressione di guerra". La risposta alle minacce di Vladimir Putin sull'impiego di testate atomiche tattiche per proteggere i nuovi confini autoproclamati con le annessioni delle regioni ucraine arriva dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. L'alleanza, ha avvertito, è pronta a rispondere ferma e unita a ogni attacco deliberato alle sue infrastrutture critiche.

L'Ucraina lancia una nuova offensiva verso Kherson

L'Ucraina ha lanciato nelle scorse ore un'offensiva nel sud per riprendere il controllo dei territori occupati dalla Russia. Il ministero della difesa russo ammette che gli scontri si sono spostati nella regione di Mylokayiv e vicino ad Andriyvka, nella regione di Kherson. Kiev domenica ha annunciato il "pieno controllo" di Lyman, snodo logistico cruciale per le forze russe dispiegate nel sud est del Paese. In un video pubblicato su Telegram, il presidente Volodymir Zelensky ha precisato che tale risultato è stato conseguito alle 12.30 di ieri.

Il segretario della Difesa Usa, Llyod Austin, ha reso noto che le forze ucraine dopo aver preso la città di Lyman fanno progressi nella regione di Kherson. Austin in un'intervista alla Cnn ha detto di aver registrato "un cambiamento nella dinamica sul campo di battaglia". I soldati ucraini "hanno combattuto benissimo nella regione di Kharkiv e si sono spostati per cogliere i vantaggi delle opportunità. I combattimenti nella regione di Kherson procedono un po' più lentamente, ma stanno facendo progressi", ha aggiunto.

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