Martedì, 19 Ottobre 2021
Siria / Siria

Assad non parteciperà a conferenza di pace Ginevra 2

Secondo il viceministro degli Esteri siriano comunque la comunità internazionale non farà alcuna pressione per l'uscita di scena del Presidente Bashar al-Assad

La Conferenza internazionale di pace sulla Siria si svolgerà a Ginevra il 22 gennaio senza la partecipazione diretta del presidente siriano Bashar al-Assad: lo ha reso noto il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius.

"Ricordo che l'obbiettivo della conferenza non è quello di una conversazione da caffè sulla Siria, ma un mutuo consenso fra i rappresentanti del regime e dell'opposizione moderata per un governo di transizione con tutti i poteri: è molto difficile, ma è l'unica soluzione che permette insieme di non avere Assad e di non avere i terroristi" ha avvertito Fabius, intervistato dall'emittente radiofonica France Culture.

LA POSIZIONE DI DAMASCO

Alla conferenza di pace sulla Siria, ribattezzata Ginevra 2, la comunità internazionale non farà alcuna pressione per l'uscita di scena del Presidente Bashar al-Assad. Ne è convinto il viceministro degli Esteri siriano, Faisal Mekdad, che, in un'intervista al Financial Times, ha sottolineato: "Abbiamo completa fiducia nel fatto che le persone dell'Europa occidentale, degli Stati Uniti, abbiano cominciato a comprendere che in Siria stiamo fronteggiando il terrorismo per conto di tutto il mondo".

Sebbene gli Stati uniti stiano spronando l'opposizione a individuare figure politiche capaci di far parte di un governo di transizione, il regime di Damasco è convinto che il timore dell'Occidente per una situazione di caos dove al Qaeda emerga rafforzata sia più forte del suo desiderio di vedere Assad lasciare la guida del paese. Secondo Mekdad, i rappresentanti di diversi paesi occidentali avrebbero già chiesto collaborazione di intelligence a Damasco sui jihadisti attivi nel paese. Vero o falso che sia, ha sottolineato il Ft, "la convinzione del regime del fatto che la comunità internazionale stia riconoscendo il suo punto di vista rende meno facili le concessioni necessarie per arrivare a una soluzione negoziata".

Secondo Mekdad, lo stesso accordo sul nucleare iraniano raggiunto a Ginevra domenica scorsa è il risultato di un cambiamento di strategia politica da parte dell'Occidente nella regione: "Per raggiungere un accordo su una questione così tanto complicata... significa senza alcun dubbio che le parti coinvolte nell'intero processo hanno iniziato a rivedere le proprie posizioni per arrivare a soluzioni politiche".

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