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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
La strage dai cieli / Afghanistan

Bambini uccisi dal drone a Kabul, il mea culpa Usa: "Fu un errore onesto"

Il Pentagono ammette: "non vedemmo i bimbi ma colpimmo in buona fede". Nello strike furono uccisi 10 civili, fra cui 7 minori

L'attacco missilistico sparato da un drone Reaper - che ha fatto strage di 10 civili a Kabul, fra cui 7 bambini - è stato "un errore onesto". Così il Pentagono fa mea culpa per lo strike del 29 agosto scorso, giorni dopo un sanguinoso attentato dei terroristi di Isis-K all'aeroporto della capitale afghana.

"La valutazione, che è stata principalmente guidata dall'interpretazione dell'intelligence e dal movimento osservato del veicolo e degli occupanti per un periodo di 8 ore, è stata purtroppo imprecisa", si legge in un rapporto dell'ispettore generale dell'aeronautica, il tenente generale Sami Said.  "In effetti, il veicolo, il suo occupante e il contenuto non hanno rappresentato alcun rischio per le forze statunitensi".

"L'attacco non ha violato alcuna legge"

Nel documento, tuttavia, si precisa che - malgrado la catena di errori - l'attacco non ha violato alcuna legge. " L'indagine non ha riscontrato alcuna violazione della legge, inclusa la legge sulla guerra.  Errori di esecuzione combinati con errori di conferma e interruzioni della comunicazione hanno portato a deplorevoli vittime civili", ha spiegato l'ispettore generale.

"È stato un errore onesto", ha confermato ai giornalisti al Pentagono.  "Ma non c'è stata condotta criminale, imperizia, negligenza". Semplicemente l'intelligence ha fallito.

L'auto target era sbagliata e nessuno vide un bimbo entrare nell'area di tiro

Ad esempio, l'auto. Gli 007 avevano indicato  una Toyota Corolla bianca. Si pensava che contenesse esplosivi.  Ma era un errore, ha ammesso Said: praticamente stavano seguendo l'auto sbagliata.  "In realtà non abbiamo mai rintracciato la vera Toyota Corolla", ha ammesso. 

Per non parlare delle valutazioni sull'edificio obiettivo dell'attacco. “Erano convinti che nel complesso non ci fossero bambini. E invece è venuto fuori che era un grosso errore", ha spiegato.

Due minuti prima dell'attacco, infatti, un bambino era entrato nell'area di tiro. Ma nessuno se ne avvide. 

A settembre gli Usa avevano già ammesso di aver compiuto valutazioni sbagliate, riconoscendo che l'attacco drone a Kabul era stato "un tragico errore".

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