rotate-mobile
Giovedì, 29 Febbraio 2024
Punto di non ritorno / Russia

La rabbiosa vendetta di Putin e il cambio di strategia

La risposta del presidente russo agli attacchi in Crimea non si è fatta attendere, anche se secondo l'intelligence di Kiev, i missili erano già puntati sugli obiettivi da tempo. Dopo tanto stallo, ieri le forze russe hanno sganciato quasi 100 missili e decine di droni kamikaze, mettendo in atto il secondo peggio attacco dall'inizio del conflitto

Fragorosa e terrificante, la vendetta di Vladimir Putin non si è fatta attendere, anzi, nella giornata di ieri, lunedì 10 ottobre, ha riportato l'Ucraina nell'incubo, con quello che è stato definito il secondo peggior attacco dal 24 febbraio scorso, giorno in cui Mosca ha dato inizio al conflitto. Una pioggia di fuoco che ha coinvolto diverse città ucraina, da Kiev a Leopoli, fino a Ivano-Frakivsk, Dnipro e Odessa. La rappresaglia del presidente russo dopo l'attacco al ponte in Crimea ha visto un massiccio utilizzo di armi "pesanti": una raffica di 83 missili e ben 17 droni kamikaze, lanciati su due terzi del Paese. Il bilancio provvisorio è già drammatico: almeno 14 morti e 97 feriti, numeri terribili destinati ad aumentare.

La brutale vendetta russa

Ma la rabbiosa vendetta di Putin segna anche un cambio di strategia nello scenario bellico. I missili russi hanno colpito obiettivi mirati, distruggendo infrastrutture strategiche e causando blackout di massa, incendi e distruzione. L'inferno scatenato dalla Russia dopo l'attacco alla penisola simbolo delle annessioni, per cui lo zar ha pubblicamente accusato i servizi di Kiev, fa ripiombare l'Ucraina nel baratro dopo settimane di speranza per i successi della controffensiva nell'est e a sud.

"Si tratta del secondo attacco missilistico massiccio dopo il 24 febbraio e, probabilmente, del più grande bombardamento della storia in termini di infrastrutture energetiche importanti. Ora può essere chiamato terrorismo energetico, una continuazione del terrorismo nucleare e mi riferisco alla centrale di Zaporizhzhia, continuamente bombardata dai russi", ha detto il ministro degli Interni ucraino, Denys Monastyrskyi. "Stanno cercando di distruggerci e spazzarci via dalla faccia della terra", ha denunciato il presidente Volodymyr Zelensky, mentre Putin rivendicava "massicci attacchi alle infrastrutture energetiche dell'Ucraina", definendola al pari di "un'organizzazione terroristica", e la Difesa di Mosca annunciava che "gli obiettivi dei raid di precisione sono stati raggiunti". Un'escalation che l'Occidente ha condannato compatto, ribadendo l'impegno a restare al fianco di Kiev finché servirà.

Putin e il cambio di strategia

Ma l'attacco brutale di Mosca è stata una reazione improvvisa o una parte di un piano ben organizzato? Nonostante alcuni esperti vedano il gesto di Putin come quello di un comandante in difficoltà, secondo l'intelligence di Kiev i missili lanciati ieri erano puntati sugli obiettivi colpiti già da una settimana, ovvero da prima che avvenisse l'attentato in Crimea.  Ovvero da quando i falchi chiedevano un attacco ai centri decisionali ucraini e alle infrastrutture energetiche. Un attacco come quello di ieri segna un cambio di strategia e una nuova fase della guerra, con la situazione che inevitabilmente continua la sua parabola discendente. Putin ha usato in pubblico un tono perentorio, lasciando intendere che questa potrebbe essere soltanto la prima delle sue risposte infuocate: "Se i tentativi di compiere attacchi terroristici continueranno, la risposta della Russia sarà dura. Le risposte saranno della stessa portata delle minacce che la Federazione Russa deve affrontare. Nessuno dovrebbe avere dubbi su questo".

Guerra in Ucraina, tutte le ultime notizie in diretta

Mentre a Kiev tornano a suonare le sirene dell'allarme aereo, il timore è che Mosca possa tornare a bombardare anche nella giornata di oggi. La pioggia di missili messa in campo ieri non può che allontanare eventuali soluzioni diplomatiche, aumentando invece il rischio che Putin decida di impiegare anche le armi nucleari. "Più Washington appoggerà l'atteggiamento militante di Kiev - ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova - non prevenendo, ma incoraggiando gli attacchi terroristici dei sabotatori ucraini, più problematico sarà trovare soluzioni diplomatiche". L'attacco di ieri segna un cambio di strategia da parte della Russia, Mosca ha messo in guardia gli alleati "vicini alla linea rossa", mentre Zelensky chiede un ulteriore aiuto all'Europa e agli Usa. Il canale diplomatico rimane l'unica via per una soluzione pacifica, ma atti di brutale violenza come quelli di ieri, sono passi da cui è difficile tornare indietro.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La rabbiosa vendetta di Putin e il cambio di strategia

Today è in caricamento