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Venerdì, 27 Gennaio 2023
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Trump valuta raid preventivo contro la Corea, Pyongyang: "Pronti alla guerra"

Gli Stati Uniti di Donald Trump potrebbero effettuare un raid preventivo in Corea del Nord se il regime di Pyongyang procederà con il suo sesto test nucleare. Lo ha riferito Nbc News citando funzionari americani. Sarà un weekend ad altissima tensione

Dopo avere lanciato missili su una base aerea siriana e dopo avere sganciato la bomba tradizionale più grande del loro arsenale contro l'Isis in Afghanistan, gli Stati Uniti di Donald Trump potrebbero effettuare un raid preventivo in Corea del Nord se il regime di Pyongyang procederà con il suo sesto test nucleare. Lo ha riferito Nbc News citando funzionari americani. L'attenzione è rivolta al weekend, quando nella nazione si festeggerà il 105esimo anniversario della nascita del fondatore Kim Il Sung.

ALTA TENSIONE - Stando a Nbc News, gli Usa hanno piazzato nella Regione due cacciatorpedinieri capaci di lanciare missili Tomahawk, gli stessi che sono stati usati contro una base area siriana il sette aprile scorso in risposta all'attacco chimico che, secondo Washington, è firmato dal regime di Bashar al Assad. Una delle navi da guerra si troverebbe a meno di cinquecento chilometri da un sito usato dalla Corea del Nord per effettuare test nucleari. E mentre una portaerei è stata dirottata già a inizio settimana nel Mare delle Filippine, dei bombardieri sono stati posizionati sull'isola di Guam per attaccare la Corea del Nord in caso di necessità.

COREA DEL SUD - Anche se alcuni esperti americani sostengono che Pyongyang non abbia ancora a disposizione missili intercontinentali né armi nucleari di lungo raggio, una qualsiasi prova di forza degli Stati Uniti rischia di spingere la Corea del Nord ad attaccare quella del Sud. A Seoul lo sanno bene, visto che il ministro degli Esteri ha cercato di rassicurare dicendo che "consapevoli di tali preoccupazioni, gli Usa hanno ripetutamente detto che discuteranno con noi di temi legati alla Corea del Nord". E' proprio il governo sudcoreano che gli Usa dovranno convincere in merito alla necessità di una simile azione.

E LA CINA? - E se in Cina il presidente Xi Jinping ha invitato a una risoluzione pacifica proprio per evitare che la situazione degeneri, Trump sembra avere ammorbidito i toni in merito al ruolo che Pechino può giocare nel dissuadere Kim Jong Un dal portare avanti il suo programma nucleare: "Ho una grande fiducia nel fatto che la Cina gestirà bene la situazione della Corea del Nord", il presidente Usa ha scritto ieri su Twitter. "Se non è in grado di farlo, gli Usa, con i suoi alleati, lo faranno".

Vita quotidiana nella Corea di Kim Jong-Un (Ansa)

OPZIONI MILITARI -  Non è questione di "se", ma di "quando" il regime di Kim Jong Un effettuerà un nuovo test nucleare o missilistico. A sostenerlo è stato un alto responsabile Usa oggi, precisando che per questo motivo gli americani stannno valutando le loro opzioni militari."Le opzioni militari sono allo studio", ha dichiarato un consigliere di politica estera della Casa bianca, coperto dall'anonimato. "Purtroppo, e questo non ci sorprende, (Kim Jong Un) continua a sviluppare il suo programma, continua a lanciare missili nel Mar del Giappone. La questione, con questo regime, non è di sapere, ma solo quando" effettuerà i nuovi test. "I servizi d'intelligence - ha detto ancora il consigliere - tengono naturalmente ben informati il presidente e il vicepresidente".

TRUMP - Il numero uno Usa, Donald Trump, ieri ha affermato che la questione nordcoreana "sarà affrontata", ventilando ancora una volta l'uso delle maniere forti contro il regime di Pyongyang.

Kim Jong-un, Corea del Nord © Infophoto

PYONGYANG: "USA COME GANGSTER" - Gli Stati uniti fanno attacchi militari contro stati sovrani sostenendo di perseguire la "pace attraverso la forza", ma comportandosi in realtà come gangster. L'ha affermato, secondo quanto riporta l'agenzia di stato nordcoreana Kcna, un portavoce dell'Istituto per il disarmo e la pace, che è un'articolazione del ministero degli Esteri di Pyongyang.

Esplicitamente la dichiarazione è motivata dall'attacco statunitense contro una base siriana di una settimana, definito "atto d'aggressione insolente e barbaro", ma viene in un momento in cui il presidente Usa Donald Trump minaccia un'azione di forza contro le ambizioni nucleari di Pyongyang. "Gli Usa distubano la pace e la stabilità globale, oltre a insistere con una logica da gangster che l'invasione di uno stato sovrano è 'decisiva, giusta e proporzionata' e contribuisce a 'difendere' l'ordine internazionale nel suo tentativo di applicarla alla Penisola coreana", scrive ancora la Kcna riportando le dichiarazioni del portavoce non citato per nome.

Secondo quanto riferito dalla Kcna, il portavoce del regime di Kim Jong Un ha detto che gli Usa "introducono nella Penisola coreana, il punto più caldo del mondo, importanti asset strategici nucleari, minacciando seriamente la pace e la sicurezza dlela penisola e spingendo la situazione sull'orlo di una guerra". Una guerra "termonucleare che potrebbe esplodere in ogni momento".

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