Domenica, 1 Agosto 2021
Mondo Belgio

Attentati a Bruxelles, caccia al terzo uomo: "È l'artificiere di Parigi"

In fuga il terzo uomo del commando, sarebbe Najim Laachraoui, il cui dna era stato ritrovato sulle cinture esplosive utilizzate al Bataclan e allo stade de France. Identificati i due kamikaze dell'aeroporto Zaventem: sono i fratelli Khalid e Ibrahim al Bakraoui

E' caccia all'uomo. Perquisizioni, controlli in strada e abitazioni private, posti di blocco. Per tutta la notte, le teste di cuoio, armi in mano, hanno battuto ogni angolo di Bruxelles. In fuga ci sarebbe quello che gli inquirenti sospettano sia parte del commando che ha agito ieri all'aeroporto Zeventem. E' su questo individuo che le forze di sicurezza del Belgio vogliono mettere le mani, all'indomani dell'attacco rivendicato dall'Isis che ha fatto almeno 34 morti e 236 feriti. Sarebbe secondo i media belgi Najim Laachraoui, considerato l'artificiere di Parigi e identificato due giorni fa. Il suo dna era stato ritrovato sulle cinture esplosive utilizzate al Bataclan e allo stade de France, il 13 novembre scorso.

IDENTIFICATI I KAMIKAZE - Sono stati identificati i due kamikaze ritratti all'aeroporto Zaventem di Bruxelles, prima degli attentati di ieri. Si tratterebbe dei fratelli Khalid e Ibrahim al Bakraoui, considerati complici di Salah Abdeslam.

CHI SONO - Secondo le ultime informazioni, che gli inquirenti stanno cercando di verificare, i tre uomini responsabili dell'attentato all'aeroporto sarebbero arrivati allo scalo con tre auto differenti: un taxi classico, una Renault Clio e un'Audi S4 nera. Immediatamente dopo gli attacchi, dei testimoni hanno segnalato la presenza dell'Audi appena fuori l'aeroporto, con tre persone a bordo. Alcune di loro, però, non sarebbero scese. Chi sono? Gli inquirenti stanno cercando di capire se possa trattarsi dei jihadisti che, poco più di un'ora dopo l'attacco a Zaventem, hanno fatto esplodere una bomba alla metro di Maelbeek. Secondo quanto riferisce Derniere Heure, il proprietario dell'auto sarebbe comunque già noto ai servizi di sicurezza belgi per essersi recato in Arabia saudita lo scorso anno.

IL TASSISTA - Ma è la testimonianza di un tassista a rivelarsi molto preziosa, nelle ore immdiatamente successive agli attacchi. L'uomo avrebbe riconosciuto due dei tre attentatori, per averli portato egli stesso fino all'aeroporto. Il tassista, secondo quanto si è appreso, avrebbe riferito agli inquirenti l'indirizzo in cui ha caricato i due attentatori, affermando di essere rimasto sorpreso dal numero di bagagli che avevano con loro. L'uomo avrebbe anche costretto i due clienti a lasciare delle valige a casa.

TERZA BOMBA - Una testimonianza che avrebbe dato il via a ispezioni e perquisizioni e avrebbe permesso di ritrovare all'aeroporto una terza bomba inesplosa. Alle rivelazioni del tassista sarebbe anche legata la grande operazione di polizia iniziata ieri e proseguita tutta la notte a Schaerbeek. Durante le perquisizione sono stati ritrovati un ordigno esplosivo con all'interno chiodi, prodotti chimici e una bandiera dell'Isis, mentre in serata all'aeroporto di Bruxelles è stato rinvenuto altro esplosivo, costringendo le autorità a isolare nuovamente tutta la zona, per consentire agli artificieri di mettere al sicuro l'area.

TANTI DUBBI - Il quadro, intanto, resta comunque molto confuso. Nella ridda di indiscrezioni, pare accertato che nell'aeroporto siano state ritrovate una cintura esplosiva, delle armi, in particolare un kalashnikov. E se gli inquirenti del belgio propendono per la pista kamikaze, fonti Usa hanno lanciato anche l'ipotesi di un ordigno nascosto in una valigia. Due sospetti sono stati fermati nei pressi della Gare du Nord della capitale belga, ma non è ancora chiaro se siano legati in qualche modo agli attentati. La notte appena trascorsa è stata intanto una notte di veglia. Centinaia di persone hanno pregato e portato fiori, in molti angoli della città, per commemorare le vittime della furia jihadista. Il governo della municipalità di Bruxelles ha invitato la popolazione a osservare un minuto di silenzio oggi a mezzogiorno.

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