Domenica, 29 Novembre 2020
Sri Lanka

Sri Lanka, sale il bilancio delle vittime: “Attentati in risposta ai morti di Christchurch”

Per il ministro della Difesa gli attacchi di Pasqua sarebbero stati condotto da un gruppo terrorista locale come “rappresaglia” dopo la strage nelle due moschee in Nuova Zelanda. Intanto è polemica per le falle nella sicurezza, governo e polizia sotto accusa

EPA/M.A. PUSHPA KUMARA

Un bilancio ancora non definitivo degli attentati in Sri Lanka parla di oltre 320 morti e più di 520 feriti, mentre proseguono senza sosta le indagini su quanto accaduto e il governato ha dichiarato, insieme al lutto nazionale, anche lo stato di emergenza. Intanto da domenica sono già state arrestate quaranta persone in relazione agli attentati.

Secondo l’esito delle prime indagini, dietro gli attentati ci sono estremisti islamici locali che avrebbero risposto così alle stragi del 15 marzo scorso contro due moschee a Christchurch, in Nuova Zelanda, come ha riferito il ministro della Difesa cingalese, Ruwan Wijewardene, nel corso di un suo intervento in Parlamento.

Attentati in Sri Lanka, una "rappresaglia" per i morti di Christchurch

Secondo Wijewardene, che ha definito gli attacchi una “rappresaglia” per i morti di Christchurch, una nota dell’intelligence è stata trasmessa al governo nelle settimane precedenti gli attentati di Pasqua. Nel documento veniva evidenziato che un membro del gruppo terroristico identificato come responsabile degli attacchi aveva iniziato ad aggiornare i suoi profili social con “contenuti estremistici” all’indomani di Christchurch. Gli esperti dell’antiterrorismo però ritennero che la natura sofisticata dell'attacco e le attrezzature utilizzate avrebbero probabilmente richiesto mesi di preparazione, compresa la formazione degli attentatori suicidi e il collaudo degli esplosivi. Wijewardene ha anche ribadito che il primo ministro e altri funzionari chiave del governo non sono mai stati informati della possibilità di un attacco imminente. "Riteniamo che il massacro sia stato eseguito da un gruppo islamista estremista noto per avere collegamenti con un'organizzazione denominata National Thowheed Jamath. Prenderemo provvedimenti immediati per vietare qualsiasi organizzazione che abbia collegamenti con elementi estremisti", ha concluso Wijewardene.

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La polizia sapeva di possibile attentati: è polemica

Nel corso di una conferenza stampa, il portavoce del governo, Rajitha Senaratne, ha reso noto che un alto ufficiale di polizia aveva fatto circolare un'informativa sui possibili attacchi, ma che il suo contenuto non è stato condiviso con il premier Ranil Wickremesinghe o ministri del suo governo. "Se avessimo avuto informazioni in anticipo, avremmo potuto adottare misure preventive. L'ispettore generale della polizia deve dimettersi per questo". La polizia ricade sotto l'autorità del ministro della Difesa e presidente, Maithripala Sirisena, che convive in una difficile coalizione con il premier dopo la decisione improvvisa in ottobre del capo dello Stato di allontanare il capo del governo, poi reinsediato al suo incarico dopo una lunga crisi politica.

Cos'è il National Thowheed Jamath

Intanto poco si sa per il momento del National Thowheed Jamath. Secondo Alan Keenan, direttore per lo Sri Lanka dell'International crisis Group, potrebbe trattarsi dello stesso movimento protagonista lo scorso anno di un "piccolo ma importante incidente" avvenuto nella città di Marwanella, come ha ricordato parlando con la Bbc, quando alcune statue di Buddha vennero fatte a pezzi e la polizia arrestò un gruppo di giovani che erano stati studenti e seguaci di un predicatore. Il nome di quest'ultimo era contenuto nel documento dell'intelligence circolato domenica". Il gruppo - esplicitamente citato nel recente rapporto di polizia che avvisava del rischio di attacchi contro chiese e contro l'Alta Commissione dell'India - sarebbe nato dalla scissione da un'altra formazione islamica estremista, Sri Lanka Thowheed Jamath (SLTJ), il cui leader Abdul Razik era stato arrestato nel 2016 per incitamento all'odio contro i buddhisti. Ma le autorità del Paese insistono sui legami esterni di chi ha agito, su chi ha preparato gli ordigni, sulla provenienza degli attentatori suicidi, perché - ha affermato il portavoce del governo, Rajitha Senaratne, "non crediamo che una piccola organizzazione interna a questo paese possa aver fatto tutto questo".

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