rotate-mobile
Martedì, 16 Aprile 2024
Gerusalemme / Israele

Con l'auto contro la fermata del bus: morto bimbo di 6 anni e un 20enne appena sposato

I passanti hanno puntato le armi da fuoco contro l'auto: il presunto attentatore sarebbe stato ucciso

Un bambino di sei anni è stato ucciso e almeno altri cinque sono rimasti feriti, tra cui un altro bambino in condizioni critiche, in un attacco con un'auto vicino al quartiere Ramot di Gerusalemme. L'attentatore è stato ucciso. Lo hanno riferito i media israeliani citando fonti mediche e di polizia. Immagine diffuse sul web mostrano diverse persone a terra dopo che un veicolo Mazda di colore blu si è schiantato contro una fermata dell'autobus vicino al sito di Nebi Samuel, in un'area abitata a maggioranza da ultraortodossi. Diversi passanti sono stati visti puntare armi da fuoco contro l'auto.

Per le ferite riportate è morto anche un uomo di 20 anni, Alter Shlomo Lederman, studente di una scuola religiosa e sposato da appena due mesi. Secondo i media israeliani il giovane e sua moglie stavano andando dai genitori di lui per lo shabbat (il sabato ebraico, ndr) quando Lederman è stato investito dall'auto guidata dall'attentatore palestinese. Subito portato in ospedale è morto poco dopo il ricovero

In Medio Oriente si assiste ad una spirale di violenze che non sembra placarsi e che viene alimentata anche, se non soprattutto, dalle continue provocazioni dell'ala più a destra del nuovo governo di Benjamin Netanyahu. Insediatosi a fine 2022, dopo un anno caratterizzato dal triste record di palestinesi uccisi, il nuovo governo di Tel Aviv ha imbarcato nei posti chiave le punte di diamante del sionismo più estremista. Tra queste spicca il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir: a inizio gennaio, Ben Gvir ha pensato bene di recarsi alla spianata delle moschee di Gerusalemme, azione considerata "una provocazione senza precedenti" non solo dall'Autorità palestinese, ma anche dall'opposione israeliana e dalla comunità internazionale. Non contento, il ministro ha chiesto di abolire la bandiera palestinese, equiparandola a un simbolo del terrorismo. La strategia del governo di Netanyahu è quella di "rafforzare" i suoi insediamenti in Cisgiordania, nei territori già ampiamente occupati dai coloni israeliani che rappresentano il fortino elettorale della destra israeliana e le cui violenze nei confronti dei palestinesi del posto sono oramai all'ordine del giorno. I coloni giustificano le loro azioni come una vendetta nei confronti delle violenze palestinesi. L'attacco di oggi purtroppo rischia di gettare altra benzina sul fuoco.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Con l'auto contro la fermata del bus: morto bimbo di 6 anni e un 20enne appena sposato

Today è in caricamento