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Domenica, 28 Novembre 2021
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Londra, 3 morti e 40 feriti: "L'attacco preannunciato sul web il giorno prima"

Blitz della polizia a Londra e Birmingham, sette arresti. L'Isis rivendica. E' bufera sugli 007 del Regno Unito. Su un forum il giorno prima dell'attacco era stato pubblicato un messaggio cifrato con le coordinate del luogo da colpire

La polizia britannica ha arrestato sette persone tra Londra, Birmingham e altre città inglesi nell'ambito dell'indagine sull'attacco di ieri a Londra che ha fatto almeno 3 morti (oltre all'attentatore) e una quarantina di feriti, tra cui un'italiana. Lo ha riferito il vicecommissario della polizia Mark Rowley. Proprio di Birmingham sarebbe secondo i media inglesi l'attentatore.

IL GIORNO DOPO - "Ci sono sette feriti ancora in condizioni critiche", ha dichiarato. "Stiamo lavorando, stiamo facendo del nostrro meglio per portare avanti le indagini e siamo presenti in massa nelle zone nevralgiche della città per rassicurare i cittadini, vogliamo dimostrare a tutti che possono tornare tranquillamente alla loro vita, ci siamo".

ISIS - L'Isis ha rivendicato l'attacco di Londra. Lo riferisce Site che cita l'Amaq News Agency, organo di propaganda dello Stato islamico, che attribuisce l'attentato ad un "soldato del Califfato".

LA PREMIER MAY - May alla Camera dei Comuni ha detto che l'attentatore che ieri ha ucciso tre persone "ha agito da solo" ed "era noto" ai servizi dell'MI5: era stato posto sotto indagine in precedenza come "figura periferica". Il livello di minaccia resta "alto" e questo significa che un altro attacco è ritenuto probabile ma non verrà ulteriormente innalzato perché non ci sono notizie di intelligence di attentati imminenti. Ha riferito che tra i feriti ci sono 12 cittadini britannici, tre francesi, due romeni, quattro sudcoreani, un tedesco, un cinese, un'italiana e due greci.

SUV E TELEFONINO - Per risalire all'identità dell'uomo, gli investigatori seguono le piste del telefonino e del Suv, che, secondo quanto riferito mercoledì dalla Bbc, è stato noleggiato a Birmingham. E proprio di Birmingham sarebbe originario l'attentatore, secondo quanto riferito dai media inglesi. Inoltre c'è il giallo del telefonino. Non è ancora chiaro se al momento dell'attacco il cellulare fosse con il jihadista. Come scrive Repubblica, l'intelligence italiana, in via informale, sta comunque verificando un paio di indirizzi ip che potrebbero essersi messi in contatto con l'autore dell'attentato, intorno alle 14.40: stando alle prime analisi gli indirizzi non si trovano nell'Unione europea. Sono due le ipotesi: o ha voluto telefonare a un parente per l'addio o qualcuno lo stava teleguidando dall'estero.

"TERRORISMO ISLAMICO" - "Terrorismo islamico": è questa la pista principale seguita dagli inquirenti. L'attacco è stato compiuto da un uomo vestito di nero, che ha lanciato un suv contro la folla sul ponte di Westminster, di fronte al Big Ben, prima di pugnalare a morte un agente di polizia per poter fare irruzione in Parlamento. L'aggressore, armato di due coltelli, è stato ucciso da un altro poliziotto in borghese.

NESSUNA RIVENDICAZIONE - L'attentato non è stato rivendicato ufficialmente. L'identità dell'attentatore, che ha agito da solo, non è stata ancora rivelata, ma la polizia di Londra e l'antiterrorismo hanno fatto di esserne a conoscenza. In un primo momento era circolato il nome di Trevor Brooks, noto anche come Abu Izzadeen, imam di Clapton e considerato un predicatore d'odio e noto all'intelligence del Regno unito sin dal 2006. Questa ipotesi però è stata successivamente scartata dalle autorità britanniche. "Non voglio fare commenti sull'identità dell'assalitore, ma privilegiamo la pista islamista", ha dichiarato il comandante dell'antiterrorismo Mark Rowley.

Terrore a Londra, attacco al Parlamento Britannico

BUFERA SUI SERVIZI SEGRETI - E' bufera intanto sugli 007 del Regno Unito. Sul forum 4Chan, un utente anonimo, il giorno prima dell'attacco a Westminster, aveva pubblicato un messaggio cifrato con le coordinate del luogo da colpire e una foto raffigurante due pistole. Se la sicurezza sul posto, al momento dell'attentato, ha dimostrato di avere i riflessi pronti, i servizi segreti no. Inoltre da un paio di giorni sulle chat jihadiste c'erano segnali di attività più intense.

IL MESSAGGIO PUBBLICATO SUL WEB CHE PREANNUNCIA L'ATTACCO

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