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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Siria / Siria

Bombe in Siria, morti i responsabili della difesa di Assad

Ormai è assedio dei ribelli ai palazzi del potere. Un kamikaze si è fatto esplodere nella sede della Sicurezza nazionale a Damasco. Deceduti sul colpo i ministri di Interno e Difesa e il cognato del presidente siriano.

Sale ancora la tensione in Siria. E si aggrava la scia di sangue. Un kamikaze si è fatto esplodere nella sede della Sicurezza nazionale, al centro di Damasco, provocando diversi morti.

Tra questi, il ministro dell'Interno Mohammad Ibrahim Shaar della Difesa Daud Rajha e Assef Shawkat, cognato del presidente Bashar al Assad e viceministro della Difesa.

L'attentato - "L'attentatore - ha detto una fonte della sicurezza - ha fatto esplodere la sua cintura esplosiva al momento della riunione" dei principali dirigenti della sicurezza, nell'edificio della Sicurezza nazionale, a Damasco. L'edificio dell'attentato si trova nel quartiere Rawda, nel centro di Damasco. La Sicurezza nazionale è diretta dal generale Hisham Ikhtiar, di cui non si hanno notizie.

L'attentatore - Era un 'insospettabile' l'attentatore suicida che oggi a Damasco ha attaccato il quartier generale della Sicurezza Nazionale. Faceva parte infatti del ristretto numero di guardie del corpo che si occupavano della protezione degli alti gerarchi di regime, presidente Bashar al-Assad compreso: lo ha riferito Bassam al-Dada, consigliere politico del Libero Esercito Siriano creato dai disertori, e l'indiscrezione e' stata poi confermata da fonti riservate delle forze di sicurezza siriane.

"Con l'attentato di oggi a Damasco sono stati uccisi i responsabili della difesa del regime di Bashar al-Assad". E' con queste parole che l'ex vice presidente siriano, Abdel Halim Khaddam, ha commentato alla tv satellitare 'al-Arabiya', l'attacco compiuto contro la sede della sicurezza nazionale siriana. "In questo modo l'opposizione siriana ha dimostrato di avere le mani lunghe e di poter arrivare ovunque - ha affermato - un attacco del genere rappresenta la fine di questo regime".

Il Libero Esercito Siriano, la milizia dei ribelli anti-Assad, ha rivendicato l'attacco. "Questo è il vulcano di cui abbiamo parlato, abbiamo appena iniziato", ha avvertito il portavoce Qassim Saadedine. "Il Vulcano di Damasco e il terremoto della Siria" è il nome dell'operazione lanciata lunedì dai ribelli contro le forze del presidente.

Dura presa di posizione della Russia - La situazione in Siria rischia di scuotere i rapporti tra le potenze mondiali. Durissima, a riguardo, la presa di posizione della Russia che tramite Serghei Lavrov, ministro degli Esteri, ha spiegato come "in Siria è in corso una battaglia decisiva". Per questo la comunità internazione non dovrebbe votare la nuova bozza di risoluzione Onu messa in votazione per oggi presso il Consiglio di Sicurezza. "Adottare quella risoluzione significherebbe appoggiare apertamente un movimento rivoluzionario". Questa la posizione ufficiale della Russia, in netto contrasto, ad esempio, con quella della Germania.

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