Lunedì, 14 Giugno 2021
TERRORISMO / Francia

L'ombra dell'Isis sull'attentato all'impianto di gas vicino Lione

Le autorità hanno fermato due sospetti. Il presidente Hollande conferma l'origine terroristica dell'attacco ma, aggiunge, "bisogna evitare di fare divisioni inutili e sospetti intollerabili"

LIONE - A cinque mesi dalla strage di Charlie Hebdo, la Francia rivive ancora l’incubo del terrorismo. Il presidente François Hollande ha definito “terroristico” l’attentato compiuto nella mattinata di venerdì 26 giugno in un impianto di gas industriale a Saint-Quentin-Fallavier, nel dipartimento dell’Isère.

Secondo le prime ricostruzioni, due uomini avrebbe fatto irruzione con la propria auto all’interno della fabbrica, provocando l’esplosione. Sul posto sono state ritrovate delle bandiere con scritte in arabo e il cadavere decapitato di un uomo. L’identità della vittima non è ancora stata rivelata; la testa, coperta da scritte arabe, "non ancora tradotte", come sottolineato dal ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve, era infilzata nel recinto del cortile dell’impianto, classificato Seveso perché utilizza sostanze pericolose per la salute.  "Sotto mia responsabilità ho attivato il dispositivo di tutela degli obiettivi sensibili e dei luoghi di culto che permette di garantire la sicurezza dei cittadini francesi che sono vittime o obiettivo di questi attacchi", ha aggiunto il ministro.

FERMATI DUE SOSPETTI - Due uomini sono stati fermati. Uno era già noto ai servizi: Yassin Salhi, pur non avendo mai preso parte ad attività terroristiche, era stato sotto sorveglianza dal 2006 al 2008 per atti di radicalismo, come confermato dal ministro dell’Interno, e potrebbe essere vicino alle frange salafite. A fermare il presunto attentatore è stato un pompiere del Sdis, il Servizio dipartimentale per gli incendi e il soccorso. L’altro sospettato è stato fermato dalla polizia, dopo che era stato visto passare più volte davanti all’ingresso dello stabilimento poco prima dell’attentato.

LE REAZIONI - “La prima reazione a questi fatti è stata emotiva ma l'emotività non può essere la risposta: bisogna evitare di fare divisioni inutili e sospetti intollerabili. Dobbiamo proteggere i francesi e stabilire la verità, eliminando i gruppi e gli individui responsabili di atti simili”, ha dichiarato il presidente Hollande, parlando a margine del summit europeo a Bruxelles, nel corso del quale ha incassato la solidarietà degli altri leader. In patria, intanto, si rinfocolano le polemiche. Martine Le Pen, presidente del Front National, ha dichiarato: “Le marce, gli slogan e la comunicazione emozionale devono lasciare il posto all’azione”.

Sull’attentato si allunga l’ombra nera dell’Isis, ma le autorità restano caute. Contattata da Libération, una fonte del ministero dell’Interno ha dichiarato che per il momento non c’è alcun elemento che colleghi l’attentato al Califfato. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire a Hollande un messaggio di condanna per il “barbaro attacco omicida”. Per Matteo Renzi, l’attentato di Lione conferma l’esistenza di “minacce significative” all’interno dei paesi europei. 

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