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Giovedì, 2 Dicembre 2021
TERRORISMO

Attentato a Tunisi, rabbia fra i parenti: "Non dovevano portarli lì"

Dopo l'attacco terroristico al museo del Bardo esplode la polemica sul viaggio dei turisti a Tunisi. I parenti parlano di un rischio noto ma sottovalutato: "Si sapeva che era una giornata pericolosa, non dovevano farli andare lì"

ROMA - Incredulità, dolore, ma anche rabbia. Ventiquattro ore dopo la carneficina al museo del Bardo di Tunisi, cominciano a farsi sentire le voci dei familiari delle vittime. C'è chi parla di un rischio noto ma sottovalutato, puntando il dito contro i tour operator. L'anno scorso gli arrivi degli italiani in Tunisia sono cresciuti del 9%, ma ora si teme la fuga. Perché nel Paese ad appena due ore di volo dall'Italia, fino a ieri amato dai vacanzieri e osannato come paradiso mediterraneo, ora è scattato l'allarme viaggi. 

"Mia moglie non doveva essere lì. Noi turisti possiamo anche non sapere, ma chi organizza questi viaggi deve essere informato: come si fa ad andare a Tunisi il giorno in cui il Parlamento approva una legge sul terrorismo?". E' la rabbia di Lorenzo Barbero, marito di Antonella Sesino, una delle vittime. La donna faceva parte della comitiva di impiegati del centro ricreativo del comune di Torino. Il marito è in partenza per Tunisi con una delegazione del comune che accompagna i familiari dei dipendenti di Palazzo Civico rimasti feriti nell'attentato a Tunisi. 

CHI SONO LE QUATTRO VITTIME ITALIANE

LE PERSONE ARRESTATE - Sul fronte delle indagini, intanto, altre cinque sospetti sono stati arrestati per l’attacco al museo. In totale sono quindi nove le persone detenute dalla polizia, di cui quattro per “legami diretti con l’attacco”, ovvero i quattro uomini fermati in mattinata. I cinque sospetti erano sotto interrogatorio. Uno dei terroristi, Yassine Laabidi, era “seguito” e “noto” ai servizi di sicurezza tunisini. Lo ha dichiarato il premier Habib Essid, parlando ai microfoni di radio Rtl, secondo quanto riportano i media tunisini. Laabidi è stato ucciso ieri nel blitz delle forze di sicurezza. Essid ha ancora ribadito l’importanza dell’unità nazionale di fronte all’attentato, sottolineando le sue preoccupazioni legate alle ripercussioni sul turismo e l’economia in generale. I terroristi erano “muniti di cinture esplosive” e di armi “molto avanzate”, ha spiegato il ministro degli Interni Najem Gharsalli per cui il numero delle vittime dell’attentato “sarebbe potuto essere molto più alto”.

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