Mercoledì, 16 Giugno 2021
IRAN

L'ayatollah Khamenei torna a gridare "morte all'America e a Israele"

Lo storico accordo sul nucleare iraniano non è servito ad ammorbidire le posizioni della guida suprema dell'Iran: "Non rinunceremo a sostenere i popoli oppressi nella regione"

Non è bastato lo storico accordo di Vienna sul programma nucleare iraniano ad ammorbidire le posizioni dell'ayatollah Ali Khamenei, nei confronti degli Stati Uniti.

Non cambierà - ha detto la "guida suprema" dell'Iran - la politica iraniana nei confronti "dell'arroganza" del governo americano, né la politica di sostegno dell'Iran ai suoi "amici" nella regione.

La "Repubblica islamica d'Iran non rinuncerà a sostenere i suoi amici nella regione, i popoli oppressi di Palestina, dello Yemen, i popoli e i governi siriani e iracheni, il popolo oppresso del Bahrein e i combattenti della resistenza in Libano e in Palestina. (...) La nostra politica non cambierà di fronte all'arrogante governo americano", ha affermato Khamenei, le cui parole sono state accolte dai consueti cori "morte all'America", "morte a Israele".

Khamenei ha anche insistito sul fatto che "le politiche degli Stati Uniti nella regione sono opposte al 180% a quelle della Repubblica islamica d'Iran".

Il numero uno iraniano, che è anche il capo delle forze armate, ha sottolineato la determinazione del suo Paese a preservare intatte le capacità militari. "Per quel che riguarda la conservazione delle capacità militari e difensive, in particolare in questo clima di minaccia creato dai nemici, la Repubblica islamica non accetterà mai le richieste eccessive dei nemici".

IN COSA CONSISTE L'ACCORDO - Sanzionato finora per la produzione di armi nucleari, da oggi l'Iran vedrà cancellate le sanzioni ma dovrà portare a termine alcuni impegni con la comunità internazionale per poter ricreare un rapporto di fiducia. Alcuni diplomatici chiariscono però che l'embargo Onu sulle armi di Teheran si protrarrà per altri 5 anni mentre le restrizioni sul trasferimento all'Iran di tecnologia legata ai missili balistici potrebbe durare fino a 8 anni. 

Ma adesso fino ai prossimi dieci anni Teheran non potrà più produrre materiale sufficiente per la costruzione dell'arma atomica. Se l'accordo verrà violatole sanzioni verranno reintrodotte entro 65 giorni. Gli ispettori Onu dell'Aiea, l'Agenzia internazionale dell'energia atomica, avranno la possibilità di visitare i siti militari iraniani ma Teheran potrà appellarsi a un tavolo arbitrale con gli stessi rappresentanti con cui l'accordo è stato stipulato. 

Nell'annuncio alla tv di Stato di Teheran il presidente iraniano Hasan Rohani ha detto che per dire la Repubblica slamica iraniana "non cercherà mai di dotarsi dell'arma atomica".

Il governo di Israele, al contrario, è stato scettico fin dall'inizio sull'effettiva efficacia dei controlli, definendo l'accordo "un errore di proporzioni storiche". "I miliardi di dollari che il regime otterrà serviranno a finanziare il terrorismo e le armi e non certo scuole e ospedali - scrive Netanyahu - L'Iran otterrà un sicuro cammino verso le armi nucleari. Molte restrizioni che avrebbero dovuto impedirlo sono state rimosse. L'Iran ha vinto un jackpot, una fortuna in denaro, che gli permetterà di perseguire la sua aggressione e il terrore nella regione e nel mondo".

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