Giovedì, 16 Settembre 2021
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Isis, il bambino-soldato muore e diventa un martire

Si chiamava Abu Ubaidah e ad appena 10 anni si era arruolato insieme al padre nell'Isis. Come denunciato dallo stesso stato islamico, il ragazzino è morto dopo i raid aerei degli Stati Uniti sulla Siria

ROMA - Era il più giovane combattente dell'Isis, il più indifeso. Una minuscola arma da guerra prestata alla causa dello Stato islamico. Abu Ubaidah, dieci anni, è stato martirizzato con il padre dai raid americani due settimane fa, in Siria. In un tweet diffuso dai jihadisti appare sorridente, veste la mimetica e imbraccia un fucile mitragliatore più grande di lui.

Le sue immagini hanno fatto il giro del mondo. La storia del ragazzino, diffusa da diversi media internazionali insieme alle immagini - proprio nei giorni in cui l'Onu ha lanciato l'allarme per una recrudescenza del fenomeno del reclutamento dei bambini-soldato da parte dei jihadisti - è in realtà difficilmente verificabile, ma sembra aver già riscosso una pioggia di omaggi e di commossi commenti da arabi e islamici dai cinque continenti.

Il nome Abu Ubaidah sarebbe in realtà il nome di battaglia del ragazzino, mentre il padre sarebbe stato identificato con il soprannome di Al Baghdadi, che indicherebbe le sue origini irachene, di Baghdad, le stesse dell'autoproclamato "Califfo" dello Stato Islamico, Abu Bakr al Baghdadi.

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La morte di un combattente e di suo figlio il 26 settembre era stata già segnalata dall'Isis, che aveva diffuso su YouTube un video della loro presunta morte. Nelle foto il padre appare fiero del figlio, come lo era il jihadista australiano arruolatosi con l'Isis, sedicente papà del bambino che in una foto dell'orrore diffusa sul web in agosto teneva in mano la testa mozzata di un soldato siriano, con il commento: "Bravo il mio bambino". 

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