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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
irlanda del nord / Irlanda

Belfast è sempre più divisa: "I paramilitari dietro gli scontri"

"Non è stato un voto contro la cultura britannica - dice Niall O'Donnghaile, consigliere del Sinn Fein. E' stato un voto per l'uguaglianza. E' stato un voto per portare Belfast nel XXI secolo"

Non si placano le violenze per le strade di Belfast, la capitale dell'Irlanda del Nord. Scontri innescati dalla decisione del Consiglio comunale di issare la bandiera britannica sul municipio della città solo in alcune date prestabilite, 17 in tutto l'anno, invece che nei consueti 365 giorni dell'anno, come avviene dal 1906, l'anno in cui il municipio ha aperto le sue porte. Uno schiaffo insostenibile per gli unionisti, da sempre orgogliosi che il nord dell'isola serva la Corona britannica. Quanto è divisa oggi l'Irlanda del Nord?

"Non è stato un voto contro la cultura britannica - dice Niall O'Donnghaile, consigliere del Sinn Fein. E' stato un voto per l'uguaglianza. E' stato un voto per portare Belfast nel XXI secolo. La Union flag sarà issata sul municipio nei giorni designati, proprio come succede a Londra, a Buckingham Palace".

Theresa Villiers, segretario di stato per l'Irlanda del Nord, parla di Belfast come di una città tenuta in ostaggio: "Non è accettabile che coloro che dicono di difendere la bandiera britannica lancino bombe incendiarie contro la polizia. Si sta danneggiando in maniera enorme l'immagine all'estero dell'Irlanda del Nord".

Lunedì scorso Matt Baggott, capo della polizia in Irlanda del Nord, ha detto che ci sono i paramilitari lealisti dietro le violenze. "Sono molto preoccupato perché alcuni membri della Ulster Volunteer Force (UVF), nella East Belfast, stanno fomentando la rivolta".

Lo storico Eamon Mallie analizza la situazione: "Belfast sta cambiando, ma la città è divisa. L'Irlanda del Nord ha un 48% di protestanti e un 45% di cattolici". La questione della bandiera rappresenta da sempre un problema culturale ed emotivo nel paese e causa tensioni tra nazionalisti e unionisti (o lealisti), ovvero tra chi si riconosce soltanto nella cultura irlandese e chi promuove il mantenimento e il rafforzamento dei legami politici e culturali tra l’Irlanda e la Gran Bretagna.

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