Martedì, 28 Settembre 2021
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Il padre di una vittima del Bataclan contro Facebook, Google e Twitter: "Hanno aiutato l'Isis"

I tre colossi del web avrebbero "consapevolmente permesso" all'Isis di utilizzare i loro social network per reclutare uomini, raccogliere fondi e fare propaganda. Azioni che hanno permesso all'Isis di crescere e portare a termine numerosi attentati terroristici, compresi quelli di Parigi nel 2015

Nohemi Gonzalez è morta a 23 anni nell'inferno del Bataclan. Suo padre ora accusa i social network di aver fornito "sostegno materiale" agli estremisti e ha presentato una denuncia contro Google, Facebook e Twitter. perché "per anni, avrebbero permesso consapevolmente ai terroristi dell'Isis di usare i loro social network per diffondere propaganda estremista, raccogliere fondi e arruolare nuove reclute"

I documenti sono stati presentati in un tribunale della California, come riferisce la BBC. Nella denuncia presentata dal padre dell'unica vittima americana del Bataclan viene specificato che "il supporto materiale (fornito dai colossi del web, ndr) è stato strumentale alla crescita dell'Isis e gli ha permesso di portare a termine numerosi attacchi terroristici, compresi quelli del 13 novembre 2015 a Parigi, in cui più di 125 persone sono rimaste uccise, compresa Nohemi Gonzalez". Secondo il padre della ragazza, senza Twitter, Facebook e Youtube "la crescita esplosiva dell'Isis nel corso degli ultimi anni fino a diventare il più temuto gruppo terroristico del mondo non sarebbe stata possibile", perché proprio loro avrebbero messo a disposizione le infrastrutture necessarie affinché il messaggio dell'Isis si diffondesse. 

Le tre società online hanno respinte tutte le accuse, ribadendo il proprio impegno contro i terroristi attivi sui social. Secondo le leggi degli Stati Uniti, le compagnie online non sono tendenzialmente responsabili dei contenuti pubblicati dagli utenti sulle loro piattaforme. L'avvocato del signor Gonzalez, Ari Kresch, ha spiegato all'Associated Press che il caso in questione è diverso: "La denuncia non è contro quello che dicono i messaggi dell'Isis... Si tratta di come Google, Twitter e Facebook hanno permesso all'Isis di usare i solo social media per operazioni varie e per il reclutamento". 

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