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Sabato, 18 Maggio 2024
La "missione santa" / Israele

Netzah Yehuda, il battaglione religioso che "uccide i palestinesi senza motivo"

L'unità militare vicina alla destra ultraortodossa è da tempo accusata di violenze in Cisgiordania. Adesso gli Stati Uniti vogliono sanzionarla: nel 2022, alcuni loro membri provocarono la morte di un cittadino americano

Omar Assad aveva 78 anni quando la notte del 12 gennaio 2022 stava rincasando nella sua casa di Jaljilia, in Cisgiordania, dopo aver cenato da degli amici. Sulla strada incrociò alcuni soldati del battaglione Netzah Yehuda, un'unità militare politico-religiosa che i palestinesi conoscono bene, e temono. Sono le 3 del mattino: Omar viene fermato e ammanettato. Un'ora e venti minuti dopo morirà. 

Il suo decesso sarebbe potuto passare inosservato a livello internazionale se non fosse stato per un particolare importante: l'uomo aveva trascorso gran parte della sua vita negli Stati Uniti, dove aveva ottenuto la cittadinanza, prima di tornare nella sua terra natìa. Da qui la richiesta di Washington a Tel Aviv di far luce su quanto accaduto. Un'inchiesta interna di Israele ha stabilito che Omar è morto per infarto, ma che non vi sono responsabilità penali dei suoi soldati. Una conclusione che non ha mai convinto gli Stati Uniti e che adesso potrebbe portare a un duro schiaffo al governo di Benjamin Netanyahu. Stando a diverse anticipazioni di stampa, infatti, gli Usa sarebbero pronti a sanzionare il battaglione Netzah Yehuda.

Cos'è il battaglione Netzah Yehuda

Questa unità è un simbolo dell'ultradestra israeliana, una sorta di avamposto militare dei coloni che occupano la Cisgiordania e che da tempo sono accusati di violenze nei confronti dei legittimi abitanti della regione, i palestinesi. Creato alla fine degli anni '90, oggi conta su circa mille soldati composti da giovani ultraortodossi, gli Haredì, insieme ai cosiddetti "giovani delle colline" che provengono da avamposti illegali nella Cisgiordania occupata, spesso noti già dall'adolescenza all'intelligence di Tel Aviv per le violenze contro i palestinesi e gli scontri con le stesse forze dell'ordine israeliane.

Dietro la nascita del battaglione c'era inizialmente un fine prettamente religioso: gli ebrei ultraortodossi volevano una unità dell'esercito dove poter seguire il loro rigido stile di vita: cibo kosher, niente donne soldato nella base, tempo extra per le preghiere e lezioni quotidiane di Torah. Ma col tempo è apparso chiaro come l'intento di questo battaglione fosse anche, se non soprattutto, politico. E anti palestinese. "L’ampio denominatore comune tra i suoi soldati è il concetto che il controllo dei palestinesi è una missione 'santa'", scrive il quotidiano israeliano Haaretz. "Questa 'santità' si traduce nella formazione di una cultura a livello di unità che incoraggia il desiderio di usare la violenza". Purtroppo, le manifestazioni di odio nei confronti dei palestinesi non sono mancate: nel 2015, alcuni coloni lanciarono bombe incendiarie all'interno di una casa palestinese, uccidendo Ali Dawabshe, un bambino di 18 mesi. Pochi giorni dopi, un soldato del battaglione festeggiò il suo matrimonio sventolando un fucile davanti la foto del piccolo Ali. 

Sanzioni e messa al bando

Il battaglione è anche una spina nel fianco per l'Idf, le forze armate israeliane. In più di un'occasione è stato documentato come i membri di Netzah Yehuda si rifiutino di eseguire gli ordini dei generali dell'Idf, che sarebbero i loro superiori, attuando raid non concordati. Il battaglione è impegnato anche a Gaza, dove diversi attacchi contro i civili sarebbero avvenuti per una 'mancata comunicazione' tra comando centrale, contrari agli attacchi, e soldati sul campo. 

Nonostante ciò, il battaglione ha goduto finora di una quasi totale impunità, forte dell'appoggio politico dell'ala più a destra del governo Netanyahu, il cui bacino elettorale principale è proprio tra i coloni nei territori occupati. Ma questa impunità potrebbe finire presto, almeno a livello internazionale: gli Usa sarebbero pronti a sanzionare Netzah Yehuda. E anche tra le forze politiche israeliane c'è chi chiede che il battaglione venga messo al bando. Il leader del Partito laburista israeliano Merav Michaeli ha accusato Netzah Yehuda di uccidere i palestinesi "senza una vera ragione", e ne ha chiesto lo smantellamento: "Le sanzioni sono un riconoscimento della realtà e la comprensione che la condotta di Israele nei territori non può continuare", ha detto Michaeli su X.

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