Mercoledì, 28 Luglio 2021
Mondo Brasile

Battisti sfida l'Italia: “Non temo l'estradizione, sono protetto dall'asilo”

L'ex terrorista ha rilasciato queste dichiarazioni ai media brasiliani: “Lula mi ha concesso un visto permanente”. Il ministro Orlando: “Sconti la pena in Italia”

Dal Brasile Cesare Battisti sfida ancora l'Italia. L'ex terrorista si è detto tranquillo e alla polizia ha dichiarato: “Non temo di essere estradato in Italia, sono protetto da un decreto dell'ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, che mi ha concesso un visto permanente in Brasile”. Le dichiarazioni, riportate dai principali media italiani e non, sono state pubblicate dal sito del quotidiano brasiliano Estadao.

Orlando: “Battisti sconti la pena in Italia”

L'estradizione dell'ex terrorista Cesare Battisti, fermato in Brasile al confine con la Bolivia, "è possibile" e l'Italia è "fortemente determinata a far sì che sconti la sua pena nel nostro Paese": lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando arrivando al convegno "Il racconto della giustizia che cambia" nella sede del Sole 24 Ore a Milano.

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"L'estradizione è possibile, l'Italia la chiede da tempo e la richiesta rimane ferma, ci sono tutti i presupposti sulla base del diritto internazionale perché questa sia realizzata", ha detto Orlando. "Abbiamo fatto tutti i passi presso tutte le autorità giurisdizionali brasiliane e tutte le autorità politiche, alla luce di questo nuovo fatto ne faremo altri. L'Italia è fortemente determinata a far sì che Battisti sconti la sua pena nel nostro Paese anche per restituire in parte ciò che è stato tolto alla nostra comunità e ciò che è stato inflitto alle vittime del terrorismo", ha concluso Orlando.

Serracchiani: “L'Italia chieda l'estradizione”

“Per il Governo italiano è giunto di nuovo il momento di chiedere l’estradizione di Cesare Battisti e di compiere ogni legittima azione per ristabilire il diritto”. Lo afferma la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, alla notizia che Cesare Battisti, condannato per quattro omicidi per i quali non ha mai scontato la pena, è stato nuovamente arrestato in Brasile, dove si era rifugiato.

Ricordando che sei anni fa i giudici della Corte Suprema brasiliana “con una sentenza gravemente iniqua, un atto che ha lasciato sgomenti e delusi” avevano deciso a favore della liberazione di Cesare Battisti, respingendo la richiesta di estradizione avanzata dall’Italia, Serracchiani auspica che “dopo quasi 40 anni sia fatta finalmente giustizia e che le porte del carcere si aprano per far entrare un assassino. È un imperativo morale – aggiunge – soprattutto nei confronti dei parenti delle vittime, tra le quali ricordo il maresciallo Antonio Santoro, assassinato a Udine nel 1978”.

L’estradizione, seppur tardiva, porrebbe la parola fine ad una vicenda drammatica, per la quale fino ad ora il dolore del sangue versato ricadeva unicamente proprio sui familiari delle vittime, gettando per di più una fosca ombra di impunità sulla stagione del terrorismo. Auspico – conclude Serracchiani – che una nazione democratica come il Brasile non decida più di lasciare in libertà una persona che ha commesso delitti così gravi”.

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