Giovedì, 5 Agosto 2021
Mondo Belgio

Belgio, dopo gli attentati ecco la nuova legge sull'immigrazione

Stretta legislativa, in chiave securitaria, del governo belga: gli "extraeuropei" che decideranno di andare a vivere in Belgio dovranno firmare un "contratto di integrazione"

Polizia belga durante un controllo a Bruxelles

BRUXELLES (BELGIO) - Dopo gli attentati arriva la stretta legislativa, in chiave securitaria, sugli immigrati. Il governo ha approvato un disegno di legge voluto dal segretario di Stato all’immigrazione, Theo Francken, del Partito nazionalista indipendentista fiammingo: chi deciderà di andare a vivere in Belgio da un Paese extraeuropeo dovrà firmare un "contratto" che lo impegna "a integrarsi nella società, a rispettare usi e costumi, a imparare la lingua e a denunciare ogni atto che possa essere legato al terrorismo". In caso contrario, è prevista l’espulsione dal Paese. 

IL CONTRATTO - Il testo verrà consegnato, nella propria lingua, a tutti coloro che decidono di soggiornare in Belgio per più di 30 giorni. "Firmandolo - si legge nel disegno di legge - ci si impegna a rispettare le libertà di culto, opinione, di orientamento sessuale, si condanna il terrorismo e ci si impegna a denunciare qualunque atto di cui si venga a conoscenza che possa avere un legame con il terrorismo". L'obbligo di firmare questa lettera si applicherà solo ai ricongiungimenti familiari e ai migranti economici, non agli studenti nè ai richiedenti asilo in quanto sarebbe contrario alla Convenzione di Ginevra.

DENUNCIARE I SOSPETTI - In particolare, su questo ultimo punto, si chiede ai nuovi arrivati di "fare ovviamente tutto il possibile per prevenire e notificare alla polizia" qualsiasi tentativo di attentare alla vita altrui. Sarà l'Ufficio degli stranieri a verificare la firma e, con modalità ancora da definire, il rispetto di quanto sottoscritto. Altrimenti la persona si vedrà bloccare la procedura d'immigrazione.

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