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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Belgio, la Vallonia non ha più paura del futuro

In Belgio l’attenzione è rivolta spesso alle Fiandre, il ricco nord. La Vallonia è sempre stata la zona più povera del paese e ha vissuto a lungo di sussidi. Oggi però la Vallonia guarda al futuro con maggiore fiducia nelle proprie potenzialità

La Vallonia è una delle tre regioni che compongono il Belgio. In Belgio l’attenzione è rivolta spesso alle Fiandre, il ricco nord. La Vallonia è sempre stata la zona più povera del paese. Ma oggi i valloni "ne hanno abbastanza del loro status di perdenti cronici e vogliono spiccare il volo con le proprie ali. Non vogliono separarsi della Fiandre per il momento, anzi, ma vogliono tenersi pronti per il giorno in cui i fiamminghi faranno presenti le proprie istanze" scrive il quotidiano olandese De Volskrant.

Béatrice Delvaux, editorialista del quotidiano Le Soir, spiega: "In Vallonia si va espandendo la consapevolezza che è indispensabile prendere in mano il destino” dice  “Non ci sono ancora sondaggi in proposito, ma lo si percepisce nella società, lo si avverte nelle dichiarazioni dei politici".

Negli ultimi anni il divario economico tra Fiandre e Vallonia ha smesso di aumentare, soprattutto grazie a un "piano Marshall" iniziato sette anni fa. Un piano che st dando una enorme mano a far uscire la Vallonia dalle secche del suo passato industriale. Proprio il passato industriale dlla regione è diventato una risorsa. Fabbriche dimesse, miniere abbandonate, ex capannoni industriali ma anche capolavori dell’ingegneria e della tecnologia relativi a un recente passato fanno parte del ricco patrimonio di archeologia industriale di cui questa zona del Belgio va giustamente fiera.

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"La Vallonia - scrive De Volkstrant -  ha acquistato sicurezza anche sul piano culturale. Nel 2014 Mons sarà la capitale europea della cultura e Liegi ha presentato la propria candidatura per ospitare l’Esposizione universale del 2017. A Namur e Charleroi i nuovi sindaci si stanno adoperando per dare slancio alle rispettive città. Anche sul piano politico le cose si stanno muovendo e il governo vallone ha lanciato il Piano orizzonte 2022, che deve determinare come sarà amministrato tra dieci anni il Belgio francofono".

L'obiettivo è rendere la Vallonia meno dipendente dagli aiuti economici delle Fiandre, dove i nazionalisti da decenni cercano di far passare il messaggio che la Vallonia è una terra di rifiuti industriali e disoccupazione generalizzata. Le differenze tra le due regioni sono evidente, è inutile negarlo. Quelli del nord (le Fiandre) parlano il fiammingo, ossia l’olandese, mentre quelli del sud (la Vallonia) sono francofoni: lingue (e teste) più diverse è difficile immaginarsele e infatti fiamminghi e valloni non hanno mai nascosto di detestarsi. La separazione in casa, ovvia conseguenza di un matrimonio fallito, è avvenuta nel 1993, quando il piccolo Belgio (30mila kmq: Piemonte e Val d’Aosta più Liguria, per intenderci) si frantumò in tre regioni federate: Fiandre, Vallonia e Bruxelles città.  

Il ricco nord vuole sempre più autonomia sotto la guida del nazionalista fiammingo Bart De Wever. Oggi però la Vallonia guarda al futuro con maggiore fiducia nelle proprie potenzialità. I poteri pubblici valloni hanno investito 366 milioni di euro nelle nuove aziende ad alta tecnologia, e hanno creato oltre diecimila nuovi posti di lavoro. (Fonte: Presseurop)

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