Domenica, 24 Ottobre 2021
L'analisi / Stati Uniti d'America

Perché il presidente Biden sta crollando nei sondaggi

Solo il 38% degli statunitensi approva il suo operato. Covid, Afghanistan e immigrazione sono i “talloni d'Achille” della sua amministrazione

Era stato votato dagli americani come il presidente della discontinuità rispetto al mandato di Donald Trump. Dopo soli sei mesi di presidenza, invece, il suo operato viene valutato addirittura al di sotto nei sondaggi rispetto a quello del suo predecessore. Non poteva partire peggio l'esperienza da presidente degli Stati Uniti per Joe Biden. Secondo gli ultimi sondaggi effettuati in patria, solo il 38% degli americani approva il suo operato. Una percentuale più bassa persino di Trump che nello stesso periodo della sua amministrazione era al 52%. Un colpo durissimo alla credibilità di Biden che continua a scendere nei sondaggi mese dopo mese. Il sondaggio effettuato dalla Quinnipiac University segue quello di Gallup della scorsa settimana che lo dava al 43%.

I punti dell'amministrazione Biden 

Sono diversi i fattori che il sondaggio analizza e che danno una fotografia di quali siano i punti deboli della sua amministrazione. Un duro colpo alla sua credibilità è stato dato dalla gestione della pandemia da Covid-19. In particolare viene considerata fondamentale la campagna di vaccinazione su cui aveva puntato tanto durante la campagna elettorale e che invece non ha dato la risposta sperata. Attualmente negli Stati Uniti il 45% della popolazione non ha ancora ricevuto nemmeno la prima dose. Biden aveva promesso di portare la percentuale di vaccinati al 70% entro luglio ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti e spaventano gli osservatori in vista dell'arrivo della stagione invernale.

L'Afghanistan

Un altro elemento fondamentale della disapprovazione in patria di Biden è dato dalla gestione della missione in Afghanistan. Secondo una parte consistente del Paese la sua strategia non sarebbe stata quella giusta. Solo il 28% degli intervistati ha dichiarato di approvare il ritiro completo delle truppe e in generale solo un 42% approva il suo intero operato sotto quel punto di vista. Biden ha, invece, seguito la strada tracciata di Trump credendo di assecondare, come per sua stessa ammissione, la volontà del suo popolo. Una scelta che si è rivelata sbagliata scontentando in un colpo solo una parte dei suoi consistente dei suoi concittadini, la comunità internazionale e abbandonando il popolo afgano nelle mani dei talebani.

L'immigrazione

Un altro fattore che pesa negativamente sulla credibilità di Biden è la gestione dell'immigrazione. L'ondata migratoria proveniente da tutto il sud America spaventa gli statunitensi. Il 67% degli americani disapprova la sua gestione dell'immigrazione. A pesare enormemente su questo dato sono i numeri degli arrivi da quando è cominciata la sua amministrazione. Gli ultimi dati parlano di oltre 200mila arrivi al mese negli Stati Uniti a fronte dei 70mila dell'ultimo periodo di Trump. Sugli arrivi sicuramente pesa la crisi haitiana con il terremoto e l'assassinio del presidente in patria. I membri dell'amministrazione Biden stanno ultimamente correndo ai ripari e addirittura la vicepresidente Kamala Harris ha dichiarato in diverse occasioni che chiunque arriverà verrà respinto. Gli statunitensi chiedono una riforma della legge sull'immigrazione e Biden si trova anche su questo tema tra due fuochi con il rischio di scontentare sia la parte più progressista che quella più conservatrice del Paese come è già successo con l'Afghanistan.


 

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