Martedì, 16 Luglio 2024
La sfida / Stati Uniti d'America

Chi ha vinto il confronto tv Biden-Trump

Non è stato un successo totale per nessuno dei due: Biden ha iniziato malissimo, poi è andato un po' meglio. Il tema dell'età avanzata torna in primissimo piano. Trump è parso... Trump: più energico, inutilmente aggressivo, con risposte via via sempre più confuse, fuori tema e zeppe di informazioni false. Ma i primissimi sondaggi lo premiano. Secondo dibattito il 10 settembre

Nella notte si è svolto il primo dei due confronti tv Biden-Trump in vista del voto di novembre (il secondo sarà a settembre). Non è stato un successo pieno per nessuno dei due candidati, ma Biden ha iniziato male, malissimo. Poi è andato in crescendo, ma serpeggiano forti preoccupazioni tra i democratici. Lascia l'impressione di un leader molto, molto anziano e uno stimato ex consigliere di Obama, David Axelrod, non ci gira intorno: saranno inevitabili discussioni per valutare se Biden, che ha 81 anni, sia o meno ancora in tempo per farsi da parte. Ma il punto vero è che il tempo è pochissimo e non c'è un'alternativa reale (a parte la vice Kamala Harris, le voci su Michelle Obama sono fantapolitica).

E Trump? Trump è parso... Trump: più energico, in controllo della scena, inutilmente aggressivo, con risposte via via sempre più confuse, fuori tema e zeppe di informazioni false. Ma gli anni di differenza tra i due sono sembrati più di tre e la destra Usa batterà su questo punto, ogni giorno di più. 

I momenti chiave

Un dibattito quasi privo di moderatori, confuso e senza una linea logica: non un grande spettacolo televisivo quello offerto dalla Cnn né un servizio realmente utile per gli elettori americani che volevano farsi un'idea un po' più precisa sulle posizioni di democratici e repubblicani. Non c'è stato alcun fact checking da parte dei moderatori, d'altronde non era previsto dalle regole d'ingaggio. Un dibattito non è un confronto tra due programmi: è una performance, e per il presidente in carica questa è una pessima notizia. 

Joe Biden ha offerto una prestazione traballante (pare abbiano avuto un peso anche i postumi di un brutto raffreddore), e il suo rivale repubblicano ha picchiato duro con una serie di attacchi, spesso falsi. Non sono mancati gli insulti personali reciproci, frecciate sull'aborto, sull'immigrazione, sulle guerre in Ucraina e a Gaza, sulla gestione dell'economia, sul Medicare e persino sulle partite di golf.

Trump più "sul pezzo"

Biden è partito davvero molto male, balbettando in diverse occasioni durante la prima mezz'ora del dibattito, senza guizzi di alcun tipo, ma si è "ritrovato" a metà strada quando ha attaccato Trump per la sua condanna per aver nascosto pagamenti in denaro alla porno star Stormy Daniels, definendolo un "criminale". Trump dal canto suo ha sollevato la recente condanna del figlio di Biden, Hunter, per aver mentito sulla sua tossicodipendenza per comprare una pistola.

Qualche istante dopo, Biden ha notato che quasi tutti gli ex membri del gabinetto di Trump, compreso l’ex vicepresidente Mike Pence, non hanno appoggiato la sua campagna. "Lo conoscono bene, hanno prestato servizio con lui", ha detto. "Perché non lo sostengono?".

Trump, che è sembrato più "sul pezzo" del rivale ha ripetuto, come durante ogni suo evento della campagna elettorale, affermazioni false: ad esempio, che i migranti giunti negli Usa negli ultimi anni siano responsabili di un'ondata di criminalità (falso), che i repubblicani abbiano in realtà vinto le elezioni del 2020 (falso). Il tycoon ha rifiutato di assumersi qualsiasi responsabilità sui fatti del 6 gennaio 2021 e ha affermato che molti degli arrestati erano innocenti. "Quest'uomo non ha il senso della democrazia americana", ha risposto ironicamente Biden.

Reciproca antipatia

Biden e Trump erano entrambi sotto pressione. Non hanno fatto nulla per nascondere la reciproca antipatia e non si sono stretti la mano né si sono salutati né prima né dopo il dibattito. Istantanea preoccupante della polarizzazione di un Paese che non riconosce più l'avversario politico.

Si sono definiti a vicenda "il peggior presidente della storia". Biden ha etichettato Trump come "un perdente" e "un piagnucolone", mentre Trump ha definito Biden un "disastro". 

Primissimi sondaggi

I sondaggi nazionali mostrano una corsa in sostanziale parità, ma Biden è in svantaggio (e non di poco) nei sondaggi nella maggior parte degli stati chiave. L'economia Usa sta attraversando una fase eccellente e l'inquilino della Casa Bianca spera che questo, alla fin fine, lo premierà, sempre che l'inflazione non decolli ulteriormente. 

Politica estera

Biden ha vantato i suoi successi dopo il "caos" lasciato dal suo predecessore, accusandolo di aver favorito i ricchi coi suoi tagli fiscali facendo crescere il deficit. Agli antipodi anche in politica estera. Il tycoon ha ripetuto che la guerra in Ucraina non sarebbe scoppiata se gli Usa avessero avuto un vero leader ma non ha illustrato la sua ricetta per la pace. E ha dribblato la domanda se è per lo stato palestinese, limitandosi a dire che Israele "deve finire il suo lavoro con Hamas" e che Biden "è diventato un palestinese non amato neppure dai palestinesi perché debole".

E ora?

Il secondo e ultimo dibattito della campagna di quest'anno è previsto per il 10 settembre: sarà trasmesso dalla rete Abc. In quella data Biden sarà ancora il candidato presidente? Probabile, certo: ma, oggi come oggi, non sicuro al 100 per cento. Dal dibattito di stanotte i democratici escono con molti dubbi in più.

I primi sondaggi post dibattito premiano nettamente Trump. Tra i telespettatori, il 67% pensa che abbia vinto lui. L'ex presidente ha fatto meglio delle attese. Alla Trump Tower oggi è una buona giornata. Biden, invece, non è sembrato affatto quello che quattro anni fa aveva vinto le elezioni. Stanno per iniziare giornate chiave: le pressioni sull'inquilino della Casa Bianca si intensificheranno. 

Chi ha vinto il dibattito

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