Lunedì, 15 Luglio 2024
La promessa / Iran

Biden: "Presto libereremo l'Iran". Teheran: "Siamo liberi da voi da 43 anni"

Le frasi del presidente statunitense, pronunciate a un comizio per le elezioni di midterm, hanno fatto infuriare il Paese islamico: "Non saremo mai più la vostra mucca da mungere"

L'Iran presto sarà "libero". Lo ha promesso il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, durante un comizio tenuto ieri in California in vista delle elezioni di midterm di martedì prossimo. In un video si vede il leader mentre a un comizio per la campagna elettorale del deputato democratico Mike Levin al MiraCosta College, vicino a San Diego, stava parlando degli sforzi della sua Amministrazione per migliorare l'assistenza ai veterani, incluso l'ampliamento del trattamento dei problemi respiratori e dei tumori per le persone che hanno prestato servizio in Iraq e Afghanistan, ha fatto una pausa e ha affermato: "Non vi preoccupate, libereremo l'Iran". Poi ha aggiunto: "Loro stessi si libereranno molto presto", senza specificare altro.

La risposta di Teheran è arrivata nella giornata di oggi.  "L'Iran è stato liberato 43 anni fa ed è determinato a non cadere più nella prigionia" degli Stati Uniti, ha detto il presidente iraniano, Ibrahim Raisi , che rivolgendosi a Biden ha detto :''Signor presidente! L'Iran è stato liberato 43 anni fa ed è determinato a non essere più il suo prigioniero. Non saremo mai la vostra mucca da mungere". Parando anche lui a un comizio il presidente iraniano ha fatto riferimento alla Rivoluzione islamica dell'11 febbraio del 1979, quando il potere passò nelle mani degli Ayatollah guidati dall'imam Khomeini.

Proprio oggi in Iran si sono tenute le manifestazioni annuali sponsorizzate dallo Stato per ricordare il sequestro dell'ambasciata statunitense a Teheran nel 1979, mentre l'establishment clericale che governa da allora lotta per reprimere le proteste nate dopo la morte di Samira Amin, arrestata dalla polizia per aver indossato male il velo, e che chiedono la caduta del regime. Gli studenti radicali cementarono la Rivoluzione islamica iraniana assaltando l'ambasciata subito dopo la caduta dello scià sostenuto dagli Stati Uniti, e 52 americani vi furono tenuti in ostaggio per 444 giorni.

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