Mercoledì, 23 Giugno 2021
Il punto / Bielorussia

Cosa deve fare l'Europa con la Bielorussia e cosa c'è dietro la "scommessa" di Lukashenko

Non usa mezzi termini la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: "Dirottamento di Stato". L'arresto del giornalista Raman Pratasevich mette Minsk all'angolo. I punti oscuri dell'operazione, i veri obiettivi del presidente bielorusso e che cosa può fare oggi l'Europa democratica?

Una persona mostra un cartello raffigurante il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e uno slogan "cadavere ambulante" durante una manifestazione di solidarietà con il giornalista dell'opposizione bielorussa Roman Protasevich presso la rappresentanza della Commissione europea a Varsavia, Polonia, 24 maggio 2021. Foto: ANSA/EPA

La Bielorussia "ha perpetrato un dirottamento di Stato", costringendo all'atterraggio a Minsk il volo Ryanair Atene-Vilnius, per arrestare il giornalista Raman Pratasevich, oppositore del regime di Alexander Lukashenko. Non usa mezzi termini la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Facciamo il punto della situazione tra fatti, ipotesi e prospettive più o meno concrete.

Dirottamento Bielorussia: che cosa farà in concreto l'Europa?

Si sono riaccesi da un paio di giorno i riflettori sulla Bielorussia. Non poteva che essere così, dopo quanto successo nel weekend: un allarme bomba per far atterrare l'aereo, una "scusa" per arrestare il giornalista inviso alle autorità bielorusse, che viaggiava sul volo Ryanair con 170 passeggeri. Il presidente Lukashenko guida l'ex repubblica sovietica con pugno di ferro dal 1994.

Protasevich è comparso nelle scorse ore in un video diffuso da alcuni canali social pro governativi. Nel filmato, il giornalista dissidente afferma che stava "progettando delle rivolte". Come fa notare su Twitter la giornalista bielorussa Hanna Liubakova, il volto di Protasevich è evidentemente segnato. Dal centro di detenzione di Minsk dichiara di aver ricevuto un trattamento corretto e legale. Ha lividi in faccia. "Non ho problemi di salute. Sto collaborando con le autorità sui disordini che ho aiutato a organizzare", dice.

Il Consiglio europeo, riunito ieri sera a Bruxelles, "condanna con forza l'atterraggio forzato di un volo Ryanair a Minsk, in Bielorussia, il 23 maggio 2021, che ha messo in pericolo la sicurezza aerea", e allo stesso modo condanna "la detenzione da parte delle autorità bielorusse del giornalista Raman Pratasevich e di Sofia Sapega", la sua partner. Sono queste le conclusioni del vertice dedicate al primo punto in agenda, il dirottamento. I capi di Stato e di governo dell'Ue hanno approvato piuttosto rapidamente il testo, che prefigura una reazione molto dura, secondo la proposta che era stata fatta dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel, con un blocco de facto dello spazio aereo bielorusso per l'aviazione civile dei Ventisette, e un divieto d'accesso nei cieli e negli aeroporti dell'Ue per le compagnie aeree bielorusse.

Che cos'altro ha intenzione di fare e può fare l'Europa? "Il Consiglio europeo - si legge nelle conclusioni - chiede l'immediato rilascio di Raman Pratasevich e di Sofia Sapega (la fidanzata russa che era con lui sul volo, ma in tutto sono 5 i passeggeri dell'aereo Ryanair partiti da Atene e mai arrivati a Vilnius, forse agenti del servizio di sicurezza bielorusso, ndr), e che sia garantita la loro libertà di movimento". I leader dei Ventisette "fanno appello all'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile affinché lanci urgentemente un'inchiesta su questo incidente inaccettabile e senza precedenti". I leader "invitano il Consiglio Ue ad adottare il più presto possibile delle liste aggiuntive di persone ed entità" nel quadro delle sanzioni già prese nei confronti dei dirigenti bielorussi, più "ulteriori sanzioni economiche mirate". L'Alto Rappresentante per la Politica estera comune e la Commissione europea sono invitati a sottoporre delle proposte a questo fine "al più presto".

Il vertice dei capi di Stato e di governo chiede poi che gli aerei con base nell'Ue evitino di sorvolare la Bielorussia, e chiede che vengano adottate dai governi le misure necessarie per impedire il sorvolo dello spazio aereo dell'Unione da parte di compagnie aeree bielorusse, e per proibire l'accesso dei loro voli agli aeroporti dell'Ue. E' accaduto qualcosa di molto grave. L'aereo, di proprietà di una compagnia dell'Ue, volava tra due capitali dell'Unione europea e trasportava oltre 100 passeggeri, ed è stato costretto ad atterrare da un aereo militare bielorusso.

C'è un pacchetto economico e di investimenti da 3 miliardi di euro dell'Unione europea, che è stato congelato, "che andrà alla Bielorussia quando diventerà democratica", ha precisato Von der Leyen. L'Europa sta vagliando varie proposte di sanzioni: "Sanzioni contro individui coinvolti in questo dirottamento, ma anche sanzioni contro entità economiche che finanziano questo regime e sanzioni all'aviazione bielorussa", ha aggiunto Von der Leyen.

Ora il nodo della questione si sposta sull’applicazione di queste misure e sulle future relazioni fra l’Ue e la Bielorussia.

Le posizioni dei partiti italiani sulla Bielorussia

"L'Europa deve avere una posizione più assertiva in politica estera, che vuol dire non solo dichiarazioni, ma anche azioni diplomatiche volte a garantire valori e diritti che riteniamo fondanti di una società multilaterale": così il sottosegretario agli Affari europei, Enzo Amendola. "Quanto accaduto è molto grave", ha detto il sottosegretario, sottolineando che "non ci sono precedenti di fatti del genere, soprattutto sul territorio europeo e con un aereo di linea civile, non era mai accaduto". "L'Italia ha sempre sostenuto decisioni di politica estera un po' più coraggiose", ha ricordato Amendola, aggiungendo che "un'Europa che si rimette in piedi, che investe sull'uscita dall'emergenza sanitaria, che investe risorse come il Next Generation Eu, per essere un attore globale deve avere una posizione più forte quando si tratta di diritti e libertà di oppositori in paesi come la Bielorussia".

A proposito di Bielorussia, la Lega di Matteo Salvini era stato l’unico partito italiano (e uno dei pochissimi europei) a non aver votato la mozione al Parlamento europeo che condannava i brogli elettorali e chiedeva sanzioni contro il regime di Lukashenko. "Le elezioni in Bielorussia le decidano in Bielorussia democraticamente, io rispetterò la loro scelta. Viva i bielorussi, viva la libertà'" ha detto la scorsa estate Matteo Salvini, parlando di un Paese in cui le elezioni sono sistematicamente truccate. Ieri però le eurodeputate della Lega Anna Cinzia Bonfrisco e Susanna Ceccardi hanno chiesto che "l'Ue faccia sentire la propria voce e pretenda chiarezza".

"Quanto è accaduto nei cieli della Bielorussia è inaccettabile, dirottare un aereo per arrestare un oppositore politico è doppiamente inaccettabile. L'Ue e la comunità internazionale reagiscano con forza a questa provocazione" scrive invece su Twitter la presidente di Fratelli d'Italia e dei Conservatori europei (ECR Party), Giorgia Meloni.

Movimento 5 stelle, Pd, Fratelli d'Italia e Forza Italia hanno chiesto una reazione ferma dell'Italia e dell'Unione europea sul "dirottamento di Stato".

La repressione di Lukashenko

L’Ue non ha mai riconosciuto l’esito delle elezioni dell’agosto 2020, che hanno scatenato le proteste dei bielorussi contro il presidente Aleksandr Lukashenko, condannando a più riprese la repressione violenta di queste manifestazioni. Migliaia di bielorussi sono stati arrestati nel corso delle proteste, migliaia sono fuggiti dal Paese: "Può aver allontanato la ribellione democratica dalle strade ma non dalle menti delle persone", nota su Politico Joerg Forbrig, direttore per l'Europa centrale e orientale del German Marshall Fund degli Stati Uniti.

Le sanzioni europee hanno già colpito 88 ufficiali e funzionari del governo di Minsk e 7 entità: tra questi ci sono lo stesso presidente e il figlio Viktor, consigliere per la sicurezza nazionale. La Bielorussia è formalmente una democrazia, ma Lukashenko controlla magistratura, polizia, esercito, media, università. Non è quindi una democrazia vera. L'arresto di Pratasevich ha lo scopo di intimidire i molti democratici bielorussi in esilio che continuano la loro lotta dall'estero. Il "rapimento" è un messaggio chiaro: non possono sentirsi al sicuro ovunque vivano in Europa. Ma Lukashenko conta ovviamente sul fatto che le sue azioni rimangano impunite. Forse si era sentito incoraggiato dalle reazioni "poco convinte" della politica europea dopo le elezioni del 2020: deboli sanzioni, deboli condanne. 

C'è la mano di Mosca?

Secondo qualcuno però la scommessa di Lukashenko nasconde altro: sarebbe stata progettata per rafforzare il sostegno russo al suo regime. Minsk è alla disperata ricerca di aiuti finanziari immediati e la sua ultima sfida all'UE, proprio in virtù del radicato spirito anti-occidentale del Cremlino, potrebbe semplicemente allentare i cordoni della borsa di Mosca. Non sembra un'idea peregrina.

C'è la mano della Russia anche secondo Svetlana Tikhanovskaja, leader della Bielorussia democratica costretta all'esilio in Lituania: "Protasevich è stato arrestato perché diceva la verità e combatteva perché in Bielorussia si potesse dire la verità. Roman ha un grande senso di giustizia. È un patriota pronto a lottare per l'indipendenza del suo Paese. È stato direttore del canale Telegram Nexta che informava milioni di abbonati. È chiaro che chi è in grado di riunire attorno a sé così tanta gente rappresenti un pericolo per il regime. E Lukashenko lo sa".

Che cosa deve fare oggi l'Europa democratica? Sostenere direttamente il prigioniero politico in vista di un possibile processo farsa, in cui l'accusa potrebbe persino richiedere la pena di morte, in primis. Ma anche collaborare con l'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale per avviare un'indagine internazionale sul dirottamento. 

Importante poi chiedere chiarezza sull'identità dei tre cittadini, a quanto pare russi, probabili agenti segreti, sbarcati a Minsk con Pratasevich e la compagna. Se dovesse essere stabilito il coinvolgimento del Cremlino, la Russia dovrebbe essere ritenuta responsabile dell'incidente, a pieno titolo.

L'Europa deve poi aumentare il livello di protezione per i democratici bielorussi in esilio: molti sono oggi in Lituania e Polonia. I più  esposti, i gruppi della diaspora e le organizzazioni di emigrati necessitano di assistenza.  Oltre a tale aiuto nei loro luoghi di residenza e di lavoro, hanno bisogno di sostegno per garantire che possano spostarsi senza ostacoli in tutta Europa e oltre: molte voci critiche del regime sono state inserite nelle liste di ricercati dell'Interpol dal regime bielorusso.

E poi più sanzioni: il congelamento dei beni contro poche dozzine di rappresentanti del regime ha fatto "il solletico" a Lukashenko.

La condanna degli Stati Uniti

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha condannato la Bielorussia per il dirottamento del volo Raynair, costretto ad atterrare a Minsk per un presunto allarme bomba, e l'arresto del giornalista dissidente Roman Pratasevich, che si trovava a bordo del velivolo. Come riporta il sito della Cnn, Biden ha qualificato il fatto come un chiaro "affronto al diritto internazionale". "Gli Stati Uniti condannano nei termini più forti sia il dirottamento dell'aereo sia il conseguente arresto di Pratasevich", ha detto Biden in una nota. L'inquilino della Casa Bianca ha chiesto al suo staff "di sviluppare opzioni appropriate per individuare i responsabili, in stretto coordinamento con l'Ue".

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