Bimbo nel pozzo, la dinamica di una tragedia assurda: com'è caduto il piccolo Julen

Da dieci giorni il bimbo è intrappolato a 70 metri di profondità. Il padre: "Voglio credere che sia ancora vivo". Nessuno aveva chiesto i permessi per trivellare il terreno: il punto sulle indagini

Il pozzo dov'è caduto il piccolo Julen

Il salvataggio di Julen, il bambino di due anni caduto in un pozzo in Spagna, sta entrando nella fase finale, scrive il quotidiano La Vanguardia. Il bambino è intrappolato in un pozzo nelle campagne di Totalán, nei dintorni di Malaga, dallo scorso 13 gennaio, e da allora decine di operai hanno lavorato instancabilmente per tirarlo fuori. Purtroppo per ora senza successo. Questa mattina sono state completate le operazioni per allargare il tunnel verticale terminato l’altro ieri. Tra non molto una squadra di minatori sarà calata nel tunnel.

Aggiornamento | Bimbo caduto nel pozzo, ora si scava in orizzontale: i soccorritori sono a pochi metri

Gli operai scaveranno a mano l'ultimo tratto della galleria per arrivare al punto esatto in cui i tecnici pensano si possa trovare il bimbo. Le speranze purtroppo sono ridotte al lumicino: Julen è bloccato da più di 10 giorni a 71 metri di profondità in un pozzo largo appena 25 centimetri. 

Bimbo caduto nel pozzo, il papà di Julen: "Voglio credere che sia ancora vivo"

Ma nonostante tutto si continua a scavare. E i genitori del bambino cercano di mantenere viva la speranza. "Voglio credere con tutte le forze che mio figlio sia ancora vivo" ha detto davanti alle telecamere di Pomeriggio 5 il papà di Julen, José Rosello, che nella vita ha già perso un figlio, morto per arresto cardiaco a tre anni. "Nessuno può capire ciò che stiamo passando, io so che tantissimi genitori ci stanno vicino e dicono di capirci ma possono solo immaginare il nostro dolore".

Aggiornamento: bimbo nel pozzo, Julen è stato trovato morto

Parla il papà di Julen: video 

(Il filmato di Pomeriggio Cinque)

Bimbo caduto nel pozzo, l’inchiesta va avanti: cosa sappiamo finora

Se dei tentativi di salvare la vita al piccolo Julen si è scritto molto, non è ancora chiara la dinamica della tragedia. E ovviamente bisognerà accertare le responsabilità di quella che non sembra proprio una fatalità. Come ha fatto il bambino a cadere in un pozzo profondo un centinaio di metri? E perché nessuno si era preoccupato di metterlo in sicurezza? Sul caso il tribunale di Malaga ha aperto un'inchiesta per ricostruire con esattezza l'accaduto. 

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Julen, la drammatica chiamata al 112: "Aiutateci, c’è un bambino nel pozzo"

Ma prima di raccontarvi dell’inchiesta, ricostruiamo brevemente la dinamica della tragedia, avvenuta in un terreno di proprietà di alcuni parenti della famiglia Rossellò. Tutto ha avuto inizio alle 13:57 di domenica 13 gennaio, quando al centro di emergenza  di Malaga è arrivata una telefonata. A chiamare era una donna: "Un bambino è caduto in un buco di circa 40 centimetri di diametro. Dovete salvarlo, la madre sta piangendo e urlando". (Foto in basso El Pais)

bimbo pozzo foto el pais-2

A quanto si è appreso, la donna e suo marito stavano facendo una passeggiata quando hanno sentito delle urla provenire da una proprietà rurale vicino a Totálan, una città a pochi chilometri da Malaga, in Andalusia. Il proprietario della terra e sua moglie, cugini dei genitori del bambino, erano in stato di choc e non avevano ancora allertato i soccorsi. Così sono stati i due escursionisti a telefonare al 112. 

Bimbo nel pozzo: la dinamica della tragedia

Lunedì la Guardia Civil ha iniziato ad interrogare i testimoni per ricostruire i fatti. Il padre di Julen, José, ha detto che poco prima della tragedia la moglie stava facendo una telefonata, mentre lui teneva d’occhio il bambino. L’uomo si è distratto qualche secondo per cercare un pezzo di legna da ardere, quando una sua parente si è accorta che Julen era scappato.

Il padre ha provato ad inseguirlo, ma quando stava per raggiungerlo - era a circa 15 metri di distanza - Julen è scomparso nelle viscere della terra.  L’uomo ha iniziato a rimuovere le pietre dal bordo del pozzo tentando di raggiungere disperatamente il bambino con la sua mano. Ha sentito Julen piangere, poi più nulla.

Le indagini: perché il pozzo non era coperto?

Il buco era stato scavato per cercare l’acqua. Gli inquirenti hanno interrogato sia il capo dell’azienda che ha eseguito la trivellazione, sia il proprietario della fattoria. I due si sarebbero rimpallati le responsabilità a vicenda. 

Antonio Sánchez, capo della compagnia Triben Perforaciones, ha detto alla Guardia Civil che il pozzo era stato coperto. L’uomo ha aggiunto che quando ha visto le immagini dell’incidente ha notato che il terreno sembrava essere più basso, per cui – a suo dire – nell’area sarebbero stati eseguiti altri lavori. 

L’unica cosa certa è che le trivellazioni non avevano i permessi necessari, come confermato da fonti del governo regionale andaluso la settimana scorsa. Le stesse fonti hanno sottolineato che il dipartimento minerario regionale non aveva alcuna documentazione sulla trivellazione. 

Bimbo caduto nel pozzo, il video dei soccorsi 



 

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