Domenica, 25 Luglio 2021
Mondo Siria

Siria, bombe sull'ospedale di Medici senza Frontiere: "Fermate il massacro"

Il bilancio delle vittime del bombardamento dell'ospedale "Al Quds" ad Aleppo è salito a oltre 50. Unicef e Oms sdegnate per l'attacco: "Gli operatori sanitari meritano molto di più della nostra semplice ammirazione. Meritano una protezione più ampia"

Aleppo resta fuori dalla tregua: ad Aleppo si continua a morire.

TREGUA - L'esercito siriano ha dichiarato una tregua temporanea a Damasco e nella provincia di Latakia, ma ad Aleppo almeno 200 civili sono rimasti uccisi nei combattimenti dell’ultima settimana.

OSPEDALE - Il bilancio delle vittime del bombardamento dell'ospedale Al Quds ad Aleppo, che era supportato da Medici senza Frontiere e alcune altre organizzazioni, è salito a oltre 50. Le vittime si trovavano nell’ospedale e nelle aree circostanti, dove sono cadute le prime bombe, e includono pazienti e almeno 6 membri del personale medico. La situazione ad Aleppo è critica perché gli attacchi aerei non risparmiano nessuna parte della città.

"INDIGNATI" - Anche l'Unicef e l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) hanno espresso sdegno per l'attacco all'Ospedale di Al Quds: "Siamo indignati per la frequenza allarmante degli attacchi al personale e alle strutture sanitarie in Siria - hanno dichiarato in un comunicato congiunto - questi episodi avvengono mentre si acuiscono le violenze soprattutto nel nord del paese".

DIRITTO UMANITARIO - Le due organizzazioni hanno ricordato che solo pochi giorni fa un ginecologo è rimasto ucciso da un mortaio, mentre tornava a casa dopo aver curato civili feriti presso una clinica supportata dall'Unicef ad Aleppo. "Questi attacchi ci ricordano le enormi difficoltà e i pericoli che ogni giorno gli operatori sanitari siriani devono affrontare. Questi operatori meritano molto di più della nostra semplice ammirazione. Meritano una protezione più ampia", hanno affermato, sottolineando che "gli attacchi al personale e alle strutture sanitarie e il mancato accesso a servizi sanitari, equipaggiamenti e scorte mediche ovunque in Siria, non rappresentano solo un'evidente violazione delle leggi del Diritto umanitario internazionale, ma privano le famiglie e le comunità delle cure sanitarie essenziali quando ne hanno maggiormente necessità".

APPELLO - Per questo, Unicef e Oms hanno lanciato un appello "a tutte le parti in conflitto" perchè mettano "fine agli attacchi contro le strutture sanitarie, il personale medico e le ambulanze e consentano l'accesso alle cure ai tanti civili innocenti che hanno disperato bisogno. Migliaia di vite sono a rischio".

MIRACOLO - Un bimbo di 18 mesi è stato estratto vivo dalle macerie dell'ospedale Al Quds di Aleppo, ventiquattr'ore ore dopo il bombardamento attribuito all'aviazione del regime siriano. Il bambino - scrive la Bild, citando fonti di una ong di soccorso umanitario tedesca-siriana presente sul posto - è spaventato a morte, ma praticamente è incolume. La portavoce siriana dell'ong ha riferito al quotidiano tedesco che almeno 30 civili sono stati uccisi nei tre raid e fra questi sei dipendenti dell'ospedale e l'unico pediatra che era ancora in vita. Inoltre, ha aggiunto, almeno altre 10 persone sono ancora sepolte sotto i detriti.

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