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Sabato, 29 Gennaio 2022
MEDIO ORIENTE

Gaza senza tregua, bombardata una scuola: venti morti

Ancora un edificio dell'Onu nel mirino dell'esercito israeliano. Bombardata una scuola nel campo profughi di Jabaliya: le vittime erano scappate dai loro quartieri distrutti

ROMA - Sembrava essere arrivato il momento della pace, della tregua almeno. Niente da fare. Almeno venti palestinesi sono stati uccisi all'alba da un bombardamento israeliano, nel nord della Striscia di Gaza. Le vittime si erano rifugiate in una scuola dell'Onu che, come già successo il ventiquattro luglio scorso, è stata presa di mira dai raid dell'Idf. 

Alcuni colpi di carro armato hanno colpito in pieno le stanze di due classi della scuola dell'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, nel campo profughi di Jabaliya. Lì erano scappati numerosi civili palestinesi dopo essere stati avvertiti da Israele che il quartiere dove risiedevano sarebbe stato bombardato. Sempre nella notte a Khan Yunis, nel sud della Striscia, cinque persone della stessa famiglia sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano.
 
Sale così a oltre mille e duecento - compresi i cento morti di martedì - la tragica conta delle vittime del conflitto nella Striscia di Gaza. Secondo l'Onu i civili uccisi sono almeno 795, di cui 229 bambini e 118 donne. Sul fronte israeliano - sempre secondo i dati Onu - il bilancio delle vittime è invece di quarantaquattro soldati e due civili. Ancora, dall'inizio del conflitto nella Striscia di Gaza si contano 6233 feriti, di cui 1949 bambini e 1160 donne.

"L’imperativo di queste ore è fermare il conflitto, fermare le operazioni militari di Israele a Gaza, fermare il lancio di razzi di Hamas", ha detto martedì il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, nel corso di una informativa urgente nell’Aula della Camera sulla situazione in Medio Oriente. "Stiamo tutti lavorando", ha aggiunto, "perché ci sia un cessate il fuoco duraturo. L’invito che vorrei fare, a tutti noi in quest’aula e all’opinione pubblica italiana è di non farci intrappolare anche noi in quella bolla di odio, di non cedere alla logica della partigianeria, all’idea che ci si debba dividere tra amici di Israele e amici della Palestina, che si debba scegliere da che parte stare, nel conflitto tra due disperazioni e tra due esasperazioni". Ma per ora il momento della tregua tra Hamas e Israele sembra ancora lontano. Molto. 

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