Giovedì, 23 Settembre 2021
Mondo Siria

Bombe al cloro su Aleppo, si alza l'urlo degli ultimi medici rimasti: "Ora basta"

Tre anni dopo il tristemente famoso massacro di Ghuta, elicotteri dell'aviazione siriana "hanno sganciato diverse bombe al cloro" sul quartiere Zebdia. Appello ad Obama in una lettera firmata da 29 medici, gli ultimi rimasti a occuparsi delle vittime: "Fermi le bombe"

SIRIA - Nella serata di mercoledì, attorno alle 20 ora locale, un elicottero dell'aviazione siriana avrebbe sganciato diverse bombe sul quartiere Zebdia di Aleppo: alcune di queste, secondo le informazioni raccolte dalla Bild, contenevano gas letali. Si tratterebbe del primo attacco con gas dal massacro di tre anni fa a Ghuta, vicino Damasco, nel quale vennero uccise oltre 1400 persone.

LA DENUNCIA DEI MEDICI - Un volontario dell'ospedale della città siriana, stretta dall'assedio delle forze del regime di Bashar al Assad, Mahmoud Rashwani, ha twittato diverse fotografie che ritraggono le vittime dell'attacco, fra le quali diversi bambini: "70 vittime da gas cloro, 10 bambini e 25 neonati, alcuni in condizioni critiche".

"MORTA UNA MAMMA E DUE BAMBINI" - La Bild, che cita anche altre fonti, scrive che in seguito al bombardamento almeno 4 persone hanno perso la vita, di cui un neonato di appena 12 giorni. Anche il dottor Hamza al-Khateeb, uno degli ultimi medici rimasti ad Aleppo, ha confermato al tabloid tedesco che "i pazienti lamentano chiari sintomi di un attacco con cloro: tosse, sintomi di soffocamento, bruciore agli occhi, e il tipoico odore di cloro". "Non siamo riusciti a asalvare una madre e i suoi due bambini piccoli", ha detto al-Khateeb.

APPELLO A OBAMA - Gli ultimi medici che operano nella zona Est di Aleppo, sotto il controllo dei ribelli, hanno lanciato un appello al presidente americano Barack Obama, perchè intervenga "ora per fermare le bombe che continuano a cadere sulla città e per garantire che non ci sia un nuovo assedio". 

Se non verrà garantito un corridoio di salvezza per Aleppo sarà solo questione di tempo prima che le truppe del regime ci circondino di nuovo, che si arrivi alla fame e che le forniture degli ospedali si esauriscano. Non abbiamo bisogno di lacrime, di simpatia, e neppure di preghiere, abbiamo bisogno del vostro intervento. Dimostrate che siete amici dei siriani

LA SITUAZIONE - Sono circa 250.000 i civili che vivono nelle zone orientali della città, mentre altri 1,2 milioni sono quelli che si trovano nelle aree controllate dal governo. Due giorni fa l'Onu ha lanciato un appello per una tregua che garantisca la consegna di aiuti umanitari; ieri la Russia ha annunciato una tregua di tre ore ogni giorno, ritenuta però insufficiente dalle Nazioni Unite. 

Quello che fa più male, come medici, è dover scegliere tra chi vivrà e chi morirà alcune volte i bambini ci vengono portati in condizioni così gravi che noi dobbiamo dare la priorità a quanti hanno maggiori probabilità, oppure semplicemente non abbiamo le apparecchiature necessarie per aiutarli. 

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