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Giovedì, 8 Dicembre 2022
L'ipotesi

"Bombe sul Nord Stream piazzate con i robot"

Secondo un team di esperti consultati dal Guardian e un rapporto realizzato da Danimarca e Svezia, per danneggiare i gasdotti nel Mar Baltico sarebbero stati utilizzati 500 chili di esplosivo.

Sarebbero stati dei robot utilizzati per la manutenzione degli impianti a piazzare gli esplosivi che hanno danneggiato i gasdotti nel Mar Baltico, provocando fuoriuscita di gas metano. È questa l'ipotesi delineata dal Guardian, che ha consultato alcuni esperti: "A piazzare le bombe che hanno provocato quattro falle nel gasdotto Nord Stream 1 e 2, a circa 80 metri di profondità nelle zone economiche esclusive di Svezia e Danimarca, potrebbero essere stati i robot di manutenzione che operano all'interno della struttura del gasdotto durante lavori di riparazione". I robot avrebbero posizionato sui gasdotti circa mezza tonnellata di esplosivo.

Il quotidiano britannico fa riferimento ad un rapporto congiunto che Danimarca e Svezia hanno consegnato all’Onu: nel documento, si afferma che le falle negli impianti sono state provocate da esplosioni paragonabili alla potenza di "diverse centinaia di chili di esplosivo": La linea, evidenzia il giornale, è condivisa anche dalle autorità tedesche. Fonti di intelligence citate dal magazine Der Spiegel evidenziano che le esplosioni, localizzate in 4 punti diversi, sarebbero collegate all’impiego di circa 500 chili di Tnt: l’ipotesi è stata elaborata sulla base dell’analisi dei dati registrati dai sismografi. I primi segnali di una detonazione sono stati registrati nelle prime ore di lunedì 26 settembre.

Le esplosioni, in base ai primi report, sarebbero avvenute ad una profondità compresa tra 70 e 90 metri. L’impiego di mini-sottomarini non appare compatibile con la quantità di esplosivo menzionata dagli esperti, che puntano quindi sull’impiego dei robot solitamente utilizzati per le operazioni di manutenzioni degli impianti. Gli investigatori tedeschi hanno effettuato letture sismiche per calcolare la potenza delle esplosioni. E hanno detto ai media che subacquei o robot telecomandati potrebbero essere in grado di visitare i siti delle perdite già questo fine settimana.

Il portavoce del gigante russo del gas Gazprom, Sergey Kupriyanov, nel corso di una riunione nell'ambito del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha spiegato che al momento delle esplosioni, "secondo le stime attuali, le tre condutture dei gasdotti contenevano circa 800 milioni di metri cubi di gas. Per intendersi, è la quantità di metano che la Danimarca utilizza in tre mesi. Ora abbiamo iniziato a cercare possibili soluzioni per ripristinare il sistema Nord Stream. Al momento non è possibile stimare i tempi di ripristino del sistema".

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