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Lunedì, 24 Gennaio 2022
MEDIO ORIENTE / 1

Bonino su Israele e Palestina: "Tentativo di pace avviato da Kerry e Obama è ultima chance"

Il ministro ha parlato anche della crisi in Siria, affermando che non esiste una soluzione militare per disinnescare la crisi in Siria, anzi il rischio della deflagrazione militare è "la prima cosa da evitare"

Quella avviata da John Kerry e dall'amministrazione Obama è "davvero l'ultima possibilità" per rilanciare il dialogo tra israeliani e palestinesi sulla pace in Medio Oriente. Lo ha affermato il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, intervistata da Repubblica.
"Siamo in una fase delicatissima", ha detto il capo della diplomazia italiana, "Dico solo una cosa: questa avviata da Kerry, dall`amministrazione Obama, è davvero l`ultima possibilità. Se fallisce lui ne riparliamo non so quando. E non so se ne riparleremo in termini di politica e diplomazia!".
Il segretario di stato americano "ha assunto un`iniziativa con grande coraggio, noi europei abbiamo la responsabilità di sostenerla, non accetto atteggiamenti da adolescenti, di protagonismo ridimensionato", ha aggiunto Bonino, "L`Europa appoggi fino in fondo, non faccia obiezioni, faccia pressioni su entrambi. Israele in particolare, ma tutti e due dovranno fare concessioni: se l`Europa ha un ruolo è quello di farlo capire alle parti".

Il ministro ha parlato anche della crisi in Siria, affermando che non esiste una soluzione militare per disinnescare la crisi in Siria, anzi il rischio della deflagrazione militare è "la prima cosa da evitare", insistendo sulla necessità di "sostenere in ogni modo" gli sforzi dei suoi omologhi John Kerry e Sergey Lavrov per "una conferenza di pace «Ginevra 2»".
Secondo la titolare della Farnesina, inoltre, "un'opera di mediazione senza uno dei protagonisti regionali, l'Iran, sarebbe difficile da avviare persino per le Nazioni Unite".
In occasione di «Ginevra 2», ha proseguito il ministro nella sua intervista a Repubblica, "deve parlare la politica" ed è necessario "fermare le armi". Per stessa ammissione di Bonino "il cammino sarà graduale e difficile". L'obiettivo, ha evidenziato, è arrivare a "un governo di transizione, esponenti del regime di Assad devono far parte del processo, ma poi bisogna seguire l`impostazione di "Ginevra 1". Fra l`altro: Ginevra 2 non deve durare una giornata, deve essere l`inizio di un processo. Dobbiamo avere una visione di questo processo di pace, dobbiamo capire quali passi compiere, con chiarezza. Questo l`Europa deve fare al meglio».
Quanto al giudizio su Bashar al Assad, per il capo della diplomazia non esistono dubbi. "Di solito", ha detto, "per gli Stati, per i governi si parla di "responsabilità di proteggere" i propri cittadini. Qui siamo all`opposto: siamo in una situazione di un regime che dà l`assalto ai propri cittadini».

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