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Domenica, 29 Maggio 2022
BRASILE / Brasile

Brasile, condannato per corruzione l'ex braccio destro di Lula

José Dirceu è stato condannato dalla Corte suprema a 10 anni e 10 mesi di reclusione per corruzione e associazione a delinquere. Quello che la stampa brasiliana ha subito definito il "Mensalao" è stato definito "il più scandaloso episodio di corruzione e deviazione di fondi pubblici mai scoperto in Brasile"

I giudici brasiliani mettono la parola fine alla carriera politica di uno dei fedelissimi dell'ex presidente Lula e provocano un vero e proprio shock nel mondo politico di Brasilia. José Dirceu, storico braccio destro del leader carismatico del Partito dei lavoratori, è stato condannato dalla Corte suprema a 10 anni e 10 mesi di reclusione per corruzione e associazione a delinquere nel processo al cosiddetto "Mensalao", la compravendita di consensi parlamentari al primo governo Lula. Lo scandalo era venuto alla luce nel 2005 con le rivelazioni del deputato del Partito laburista (Ptb) Roberto Jefferson.

Dirceu secondo i giudici è stato l'ideatore e il vertice di una tangentopoli brasiliana che ha coinvolto decine di politici di primo piano, come l'ex presidente, José Genoino, e l'ex tesoriere, Delubio Soares, del Partito dei lavoratori (Pt, di sinistra), la formazione politica di Lula e dell'attuale presidente, Dilma Rousseff. Gli imputati complessivamente sono 37. Quello che la stampa brasiliana ha subito definito il "Mensalao" è stato definito "il più scandaloso episodio di corruzione e deviazione di fondi pubblici mai scoperto in Brasile" dal procuratore generale della Repubblica, Roberto Gurgel. Le prove contro l'ex braccio destro di Lula sono state definite "torrenziali".  Sono almeno 40 i milioni di euro che la polizia federale è convinta siano stati utilizzati per comprare il consenso parlamentare a Lula.

La Corte suprema ha anche stabilito come il Pt comprò con soldi pubblici l'appoggio politico di alcuni parlamentari all'opposizione durante gli anni del primo governo Lula, tra il 2003 e il 2004. Lula è uscito sostanzialmente pulito dallo scandalo. Ha sempre assicurato di non sapere nulla del giro di mazzette, e nel 2005 si scusò pubblicamente davanti al paese. Assicurò, all'epoca, che "non ci fu mai compravendita di voti". I giudici l'hanno smentito.

La condanna di Dirceu ha ricevuto ampio spazio sulla stampa di tutto il mondo. Il New York Times ha sentito alcuni esperti legali: "Ci vorranno almeno due anni prima che Dirceu possa chiedere la semilibertà o anche solo la possibilità di lavorare all'esterno. E' molto raro in Brasile che figure politiche di primo piano vengano incarcerate così a lungo per corruzione".

"E' un momento spartacque - dice Thiago Bottino, professorie di giurisprudenza alla Fondazione Getúlio Vargas, una delle più prestigiose università brasiliane - La corte ha mandato un messaggio molto chiaro: questo caso è molto serio".

 Photo: AFP

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