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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Il punto / Brasile

Centinaia di arresti dopo il tentato golpe in Brasile

Almeno duecento sostenitori dell'ex presidente Jair Bolsonaro sono stati arrestati a Brasilia a seguito degli attacchi alle sedi delle istituzioni democratiche del Paese.

A poco più di due anni dall'assalto dei sostenitori di Donald Trump al Congresso degli Stati Uniti, centinaia di sostenitori dell'ex capo dello Stato Jair Bolsonaro hanno preso d'assalto i tre principali palazzi del potere brasiliano: il Parlamento, la Corte Suprema e lo stesso palazzo Planalto, che ospita gli uffici del presidente.

Un tentativo di golpe dell'ultradestra che ha gettato nel caos Brasilia per alcune ore, prima che il presidente Lula decretasse l'intervento federale nel distretto della capitale e le forze dell'ordine riprendessero il controllo dei tre palazzi.

Il caos nel paese deriva dal riconoscimento della vittoria di Lula alle elezioni presidenziali: i militanti, molti dei quali indossano la bandiera gialla e verde del Brasile, simbolo del movimento di estrema destra di Bolsonaro, speravano di innescare un golpe militare ma solo alcuni reparti della polizia si sono schierati con i rivoltosi.

Un sostenitore dell'ex presidente Jair Bolsonaro

Lula, che ha definito gli assalitori "fanatici fascisti" ha individuato l'origine dell'assalto in alcuni atteggiamenti e discorsi di Bolsonaro, e in particolare nel suo rifiuto di riconoscere la sconfitta alle aultime presidenziali. Ma l'ex capo dello Stato, che si è recato in Florida prima ancora dell'insediamento del suo successore, ha respinto le accuse al mittente.

Tensione tra polizia ed esercito

La polizia federale ha tentato di respingere i sostenitori di Bolsonaro

Nella notte l'esercito brasiliano ha impedito l'ingresso della polizia nell'area di Brasilia dove sono accampati molti seguaci dell'ex presidente. A coordinare l'intervento delle forze federali Ricardo Capelli, indicato dal presidente Luiz Inacio Lula da Silva.

Lo stesso Lula ha convocato per oggi una riunione di emergenza dei 27 governatori del Paese per affrontare la questione. Tra i governatori non dovrebbe esserci proprio quello di Brasilia, Ibaneis Rocha, che secondo quanto riferito è stato rimosso dalla Corte suprema accusato di essere implicato nell'attentato dei bolsonaristi. "Assolutamente nulla giustifica l'esistenza di campi pieni di terroristi, sponsorizzati da vari finanziatori e con la compiacenza delle autorità civili e militari in totale sovversione del necessario rispetto della Costituzione federale" si legge nell'ordine del giudice della Corte Suprema brasiliana, Alexandre de Moraes che ha chiesto ai militari di smantellare tutti i campi dei sostenitori dell'ex capo dello Stato Jair Bolsonaro in tutto il Paese entro 24 ore e ha detto alla polizia di arrestare tutti i manifestanti ancora in strada.

"Abbiamo già identificato tutti i 40 autobus che sono andati a Brasilia e tutti i finanziatori di questi autobus. Ci sono ancora persone, in questo momento, su internet, che parlano di proseguire gli atti terroristici. E non saranno in grado di distruggere la democrazia brasiliana", ha dichiarato il responsabile della Giustizia o, che ha condannato l'assalto definendolo "un atto di "terrorismo" e di "golpismo".

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