Sabato, 31 Luglio 2021
BRASILE

"Il lato oscuro del Brasile": le tribù amazzoniche a rischio genocidio

Petrobas inizia gli insediamenti per la ricerca di petrolio e gas in una delle zone più incontaminate dell'Amazzonica. Qui vivono diverse tribù finora isolate, che rischiano il genocidio

15 chiatte con generatori ad alta-capacità ma anche oleodotti e macchinari per l'attività estrattiva sul fiume Tapauá, nello stato di Amazonas. Questo l'armamentario trasferito in questa zona da Petrobras, società petrolifera brasiliana che ha iniziato la ricerca di petrolio e gas naturale in una delle aree più isolate dell'Amazzonica.

Tutte queste esplorazioni verranno fatte nei pressi di sette territori indigeni, tra cui le terre di quattro diverse tribù: Suruwaha, Banawa, Deni e Paumari. In realtà la Costituzione brasiliana riconosce il diritto dei popoli indigeni a essere consultati su tutti i progetti che riguardano le loro terre ma Petrobras non lo ha fatto, bypassando pure il FUNAI, il Dipartimento governativo agli Affari Indigeni, che non è stato informato del progetto.

Intanto si difende: l'Agenzia Nazionale del Petrolio brasiliana ha affermato che "da parte di questa agenzia, non è stata richiesta, né autorizzata, alcuna esplorazione nella regione." Secondo Survial Internation le attività esplorative potrebbero essere fatali per la tribù incontattata Hi Merimã, che vive vicino al luogo delle prospezioni. Gli Indiani incontattati, infatti, sono estremamente vulnerabili a ogni contatto con gli esterni perché non hanno difese immunitarie verso le malattie comuni.

C'è anche un precedente: negli anni '80 Petrobras effettuò prospezioni petrolifere nella Valle Javari, dove viveva diverse tribù incontattate. Gli indigeni e alcuni funzionari del FUNAI e della Petrobras, morirono nei conflitti causati dalle attività esplorative.

In una lettera, gli Indiani hanno detto di non voler soffrire ancora una volta la tragedia che li colpì quando Petrobras "distrusse le nostre case e i nostri orti, fece saltare in aria i nostri laghi e i ruscelli, inquinando le sorgenti e causando la morte di numerosi Indiani." All'epoca in queste zone arrivarono diverse patologie fatali per gli indigeni e la biodiversità del territorio ne uscì gravemente compromessa

"Nella sua avida corsa al profitto, il Brasile è pronto a sacrificare le vite di Indiani innocenti. La sua crescita economica ha un costo umano immenso: le vite e i mezzi di sostentamento degli indigeni del paese - afferma il Direttore generale di Survival, Stephen Corry - quando le terre degli Indiani incontattati vengono invase, seguono inevitabilmente malattie, morte e distruzione. È questo il lato oscuro del Brasile."

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