Venerdì, 25 Giugno 2021
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Pasticcio Brexit, gli avvocati contro il Governo inglese: "Decide solo il Parlamento"

Il leader dell'Ukip Nigel Farage si dimette: "Obiettivo raggiunto, rivoglio la mia vita". Di tutti i leader che hanno architettato la Brexit pochissimi restano in campo a gestire la crisi politica tra Londra e Ue

II leader dell'Ukip Nigel Farage

Di tutti coloro che hanno architettato la Brexit, sono pochissimi quelli che rimangono in campo per affrontare la crisi politica suscitata dal voto inglese. Dopo la rinuncia del conservatore Boris Johnson alla corsa per Downing Street, l'altro leader del fronte pro-Brexit annuncia il ritiro dalla politica: Nigel Farage ha annunciato le sue dimissioni dalla guida del partito eurofobo ed antimmigrazione Ukip ricordando che ha raggiunto l'obiettivo della sua vita: "La vittoria del Leave nel referendum significa che la mia ambizione politica è stata raggiunta. Il mio scopo nella politica era portare la Gran Bretagna fuori dall'Unione Europea - ha spiegato l'europarlamentare 52enne - Durante la campagna del referendum ho detto che volevo indietro il mio Paese. Oggi vi dico che rivoglio indietro la mia vita". 

Tutto questo mentre va in scena l'ennesimo capitolo del pasticcio Brexit: il prestigioso studio legale londinese Mishcon de Reya ha chiesto garanzie che il procedimento formale per l'uscita della Gran Bretagna dalla Ue non inizi prima di un atto del Parlamento: il referendum, infatti, è puramente consultivo. Secondo gli avvocati un'uscita di Londra dalla Ue senza un voto dei deputati inglesi sarebbe incostituzionale: a rigore di trattati Ue non dovrebbe essere il governo ma il parlamento ad avviare le procedure concrete per la Brexit e proprio nell'aula di Westminster la richiesta del popolo inglese potrebbe scontrarsi con una maggioranza di deputati favorevoli al Remain. Lo studio legale, per conto di imprese con interessi legati alla permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea, è pronto a far ricorso alle aule di giustizia nel caso le garanzie richieste non vengano fornite.

I PRO BREXIT SENZA GUIDA. L'uscita di scena dell'eccentrico leader xenofobo scuote il mondo politico di Londra e gli analisti pervedono una vera e propria rivoluzione nel parlamento britannico sull'onda dell'euroscetticismo: "Con un leader meno polarizzante nell'Ukip laburisti che i conservatori avranno bei grattacapi". Fondato nel 1993 da un gruppo di scissionisti del partito Conservatore fuoriusciti dalla corrente più a destra dei Tory, l'Uk Indipendence Party nasce con l'obiettivo principale di ritirare il Regno Unito dall'Unione Europea. Per anni ai margini della vita politica, nelle europee del 2014 ha ottenuto il suo maggior successo, diventando il primo partito della Gran Bretagna con il 27,5% ed eleggendo 24 eurodeputati, conquistando anche il suo primo deputato alla Camera dei Comuni, Douglas Carswel, capace di attirare alle ultime politiche le preferenze della classe lavoratrice delusa dalle promesse mancate dei laburisti e preoccupata dallo spettro dell'immigrazione. 
 

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