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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Regno Unito al voto tra Brexit ed Europa: gli scenari possibili

Seggi aperti fino alle 22 in Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord. Favoriti i Tories del premier Boris Johnson, che punta ad attuare l'uscita dall'Ue: cosa può succedere

Un referendum mascherato da elezioni. Seggi aperti per il voto nel Regno Unito, con i cittadini britannici che sono chiamati alle urne in cui il testa a testa è tra i Tories del premier Boris Johnson e i Laburisti di Jeremy Corbyn, entrambi con idee diversi sulla Brexit.  I seggi sono aperti dalle 7:00 ora locale (le 8:00 in Italia) in 650 collegi elettorali tra Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord e si potrà votare fino alle 22:00 locali. Le posizioni sono chiare: Johnson vuole attuare l'uscita dall'Ue, mentre Corbyn vorrebbe rimandarla.

Elezioni in Gran Bretagna: gli ultimi sondaggi

Stando alla media dei sondaggi degli ultimi giorni, i Tories del premier Boris Johnson mantengono un vantaggio di 10 circa punti sui Laburisti di Jeremy Corbyn. Si tratta esattamente dello stesso margine fotografato all'inizio della campagna elettorale. Questo non significa che nelle ultime settimane non si sia mosso nulla, anzi, sia i Conservatori che il Labour, hanno guadagnato 5 punti percentuali. I primi a discapito del Brexit Party di Nigel Farage, i secondi ai danni del Liberal democratici di Jo Swinson, che all'inizio della campagna si erano proposti come argine più credibile ai Tories e alla Brexit.

 Sulla vittoria di Johnson, sono pochi gli osservatori che sembrano avere dubbi. Il punto non è tanto il risultato finale, quanto il margine, vale a dire, i seggi che i Conservatori otterranno. Secondo le previsioni, i Tories potrebbero ottenere fino a 339 seggi, ma non c'è alcuna certezza che possano superare la fatidica soglia dei 326 seggi, necessaria per la maggioranza assoluta. 

Elezioni e Brexit, gli scenari possibili

L'autosufficienza parlamentare è fondamentale per Johnson, se vuole sperare di realizzare il suo mantra elettorale "get the Brexit done", realizziamo la Brexit, secondo i termini dell'accordo rinegoziato con Bruxelles: se Johnson otterrà una maggioranza in grado di consentirgli tranquilli margini di manovra, l'uscita dalla Ue procederà speditamente, rispettando la scadenza prevista del 31 gennaio. Lo scenario sarebbe ben diverso in caso di vittoria laburista. Corbyn ha promesso di chiedere un rinvio della Brexit per chiedere un nuovo accordo con la Ue, ma in caso di sconfitta dei Tories non sono da escludere neanche le ipotesi di un nuovo referendum sulla Brexit o di una drastica cancellazione.

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