Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Brexit, niente lavoro per chi non parla inglese

Le nuove direttive sull'immigrazione annunciate dal governo britannico, il visto non verrà più concesso ai lavoratori non qualificati e a chi non parla la lingua. Ci sarà un sistema a punti che terrà conto dell'offerta lavorativa e dei titoli di studio

“Vado in Inghilterra a fare un lavoretto, così imparo l'inglese”: un piano adottato da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo che, con le nuove linee sull'immigrazione presentate dal governo di Boris Johnson, non sarà più attuabile. Le regole che entreranno i vigore nel Regno Unito post-Brexit chiuderanno di fatto le porte ai lavoratori non qualificati e a chi non parla inglese.

Il piano diffuso da Downing Street comprende un sistema a punti molto simile a quello australiano, e specifica che non verranno accettate più accettate carte d'identità di Paesi come Francia e Italia. Secondo il Guardian, il motivo è di evitare che lavoratori extra Ue ingannino il sistema con carte d'identità falsificate.

Nel presentare il nuovo sistema per i visti dei lavoratori stranieri che entrerà in vigore a gennaio 2021 - dopo la fine dell'attuale periodo transitorio - il governo conservatore ha voluto sottolineare che si tratta di un'opportunità unica per prendere "il pieno controllo" dei confini britannici "per la prima volta in decenni" ed eliminare "le distorsioni" delle regole europee di libertà di movimento.

Brexit, niente visto per chi non parla inglese

“I confini del Regno Unito saranno chiusi ai lavoratori non qualificati e a tutti i migranti che non parlano l’inglese”: il documento di 10 pagine diffuso dal governo sottolinea che la Gran Bretagna post Brexit chiuderà le porte ai lavoratori non qualificati e a chi non parla inglese: per venire nel Regno Unito bisognerà avere un'offerta di lavoro con un salario minimo di 25.600 sterline, anche se saranno possibili eccezioni per un salario fino a 20.480 nei casi in cui ci sia carenza di lavoratori, come per gli infermieri. Artisti, sportivi e musicisti potranno continuare a venire per spettacoli, gare o audizioni.

Brexit, le caratteristiche dell'aspirante lavoratore

Il sistema a punti si divide quindi in due parti. Da un lato ci saranno le caratteristiche “negoziabili” come il salario minimo o la specializzazione in un settore nel quale c’è carenza di manodopera. D’altro canto ci saranno qualità irrinunciabili per l’aspirante lavoratore nel Regno Unito che dovrà conoscere l’inglese, presentare un’offerta di lavoro di uno “sponsor” britannico e dimostrare di avere i titoli e le competenze specifiche per svolgere la mansione offerta. 

Brexit, come funziona il sistema a punti

Come vengono attribuiti i punti? Ad esempio, chi riceve un'offerta di lavoro con uno stipendio tra le 20mila e le 23mila sterline, riceverà 0 punti. Dieci punti per le offerte dalle 23mila alle 25.600 sterline, mentre  le offerte superiori alle 25.600 sterline saranno premiate con 20 punti. Ricevono punti in più anche i lavoratori con in tasca un dottorato di ricerca: 10 punti per tutte le materie, 20 punti se conseguiti in discipline scientifiche, matematiche, tecnologiche e ingegneristiche. Per avere diritto al visto per lavorare nel Regno Unito occorrerà raggiungere quota 70 punti e anche la mancanza di lavoratori in un determinato settore sarà una caratteristica considerata in fase di valutazione. Si potrà venire in visita fino a sei mesi senza visto, ma non sarà possibile lavorare.

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Inoltre, non sono previsti permessi di lavoro, per migranti disponibili a lavori meno qualificati in alberghi, ristoranti, case di riposo per anziani e il settore agroalimentare. E' però previsto uno schema per 10mila persone per i lavoratori stagionali in agricoltura, così come vi saranno "accordi per la mobilità giovanile" per apriranno ogni anno le porte a 20mila giovani.

Il nuovo sistema porterà in Gran Bretagna "i migliori e i più brillanti", ha detto il ministro dell'Interno Priti Patel alla Bbc, spiegando che il governo vuole "incoraggiare le persone con il giusto talento" e "ridurre il livello di chi viene in Gran Bretagna con basse qualifiche". L'obiettivo è raggiungere "un'economia altamente qualificata, altamente formata e altamente produttiva".

Nel sottolineare che non vi sarà una strada d'ingresso per i lavoratori non qualificati, il governo britannico esorta gli imprenditori ad "adattarsi e aggiustarsi" alla fine della libertà di movimento. "E' importante - si legge nella presentazione del nuovo sistema - che i datori di lavoro non si affidino più al sistema dell'immigrazione come alternativa agli investimenti per la conservazione dello staff, la produttività e investimenti nella tecnologia e l'automazione".

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