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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Il massacro di civili / Ucraina

Bucha, le foto che smentiscono Mosca: "Uccisi più di tre settimane fa"

L'analisi del New York Times sulla base delle foto satellitari Maxar evidenzia che i corpi erano lì da tempo: altro che messinscena dopo la ritirata dei russi. Molti dei civili sono stati uccisi più di tre settimane fa, quando le truppe russe avevano occupato la cittadina

Mosca avrebbe mentito su Bucha. E' quanto emerge da un'analisi condotta dal New York Times, secondo il quale molti civili sono stati uccisi più di tre settimane fa, quando i russi avevano il controllo della cittadina ucraina. Mosca ha spiegato che i civili erano stati uccisi dopo che le sue truppe avevano lasciato la località. Un video girato il 2 aprile, evidenzia sempre il New York Times, mostra vari cadaveri in strada e le immagini satellitari, fornite da Maxar Technologies, rivelano che alcuni di questi erano lì fin dall'11 marzo.

Bucha: corpi per strada dall'11 marzo

L'analisi delle immagini satellitari confuta le affermazioni della Russia secondo cui l'uccisione di civili a Bucha, un sobborgo di Kiev, è avvenuta dopo che i suoi soldati avevano lasciato la città. I corpi erano lì da settimane. Quando nel fine settimana sono emerse le immagini dei corpi di civili morti che giacciono per le strade di Bucha – alcuni con le mani legate, altri con ferite da arma da fuoco alla testa – il Ministero della Difesa russo ha negato la responsabilità. In un post su Telegram domenica, il ministero ha suggerito che i corpi fossero stati recentemente messi in strada dopo che "tutte le unità russe si erano completamente ritirate da Bucha" intorno al 30 marzo. Mosca ha dunque affermato che le immagini erano "un'altra bufala" e ha chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su quelle che ha definito "provocazioni dei radicali ucraini" a Bucha.

Una revisione professionale dei video e delle immagini satellitari mostra che molti dei civili sono stati uccisi più di tre settimane fa, quando l'esercito russo aveva il controllo della città. Un video girato da un membro del consiglio locale il 1 aprile mostra vari corpi sparsi lungo la strada Yablonska a Bucha. Le immagini satellitari fornite al Times da Maxar Technologies mostrano che almeno 11 di loro erano in strada dall'11 marzo, quando la Russia ha occupato la città.

Cosa ci dicono le terribili immagini che arrivano da Bucha

Per confermare quando sono comparsi i corpi e quando i civili sono stati probabilmente uccisi, il team di Visual Investigations del Times ha condotto un'analisi "prima e dopo" delle immagini satellitari. Le immagini mostrano "oggetti" scuri di dimensioni simili a un corpo umano che appare nella strada Yablonska tra il 9 marzo e l'11 marzo. Appaiono nelle posizioni precise in cui i corpi sono stati trovati dopo che le forze ucraine hanno rivendicato Bucha, come mostra il filmato del 1 aprile. Ulteriori analisi mostrano che "gli oggetti" sono rimasti in quella posizione per oltre tre settimane. Le cause della morte non sono chiare. Alcuni dei corpi erano accanto a quello che sembra essere un cratere da impatto. Altri vicino ad auto abbandonate. Tre dei corpi accanto alle biciclette. Alcuni hanno le mani legate dietro la schiena con un panno bianco.

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Foto: Nytimes

La macchina della disinformazione russa

La macchina della disinformazione russa sta tentando in maniera grossolana di negare i massacri scoperti a Bucha. "Le accuse di atrocità contro i civili da parte delle truppe russe sono una provocazione, una messinscena. I nostri militari non hanno fatto nulla di quello di cui sono stati accusati. Non è quello che è successo e abbiamo prove che proporremo al Consiglio di Sicurezza", ha detto l'ambasciatore di Mosca all'Onu, Vassily Nebenzia. Tra le presunte "prove" avanzate ci sarebbe un filmato del sindaco di Bucha dopo il ritiro dei militari russi, in cui si dice - secondo la traduzione - "felice" parlando di vittoria per l'esercito ucraino, senza menzionare le atrocità. 

Le immagini degli ucraini uccisi, alcuni con le mani legate, lunedì hanno spronato i leader occidentali a promettere sanzioni ancora più dure contro la Russia. Nella sola città di Bucha sarebbero almeno 300 i civili uccisi dalle forze russe prima di ritirarsi. Ad affermarlo, secondo quanto riportato dalla Bbc, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso alla nazione. "Al momento, ci sono informazioni su oltre 300 persone uccise e torturate soltanto a Bucha - ha detto Zelensky. È probabile che la lista delle vittime sarà molto più lunga tutta la città sarà stata perlustrata. E si tratta di una sola città. Ci sono informazioni secondo cui il numero delle vittime potrebbe essere anche più alto a Borodyanka e in alcune altre città liberate".

Per il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, le efferatezze attribuite alle forze russe a Bucha sono solo "la punta dell'iceberg", a Mariupol la situazione è anche "peggiore".

Il sindaco di Bucha: "Un safari tra i civili"

"Questo è il secondo esercito al mondo, dei professionisti. Ma siccome non sono riusciti nell'operazione militare, hanno organizzato un 'safari' sui civili". Così Anatoly Fedoruk, sindaco di Bucha dal 1998, fa il punto in un'intervista al Corriere della Sera sul massacro di civili avvenuto nella città a 37 chilometri da Kiev. "Perché questa cattiveria?", si chiede Fedoruk che non sa fornire un bilancio delle vittime, "ma si parla di centinaia di persone trucidate, torturate, buttate in fosse comuni", assicura.

"Non pensavo che la mia gente sarebbe stata uccisa per divertimento o per rabbia. I russi hanno sparato a tutto cià che si muoveva: passanti, persone in bicicletta, alle auto con la scritta 'bambini'. Bucha è la vendetta dei russi alla resistenza ucraina", aggiunge il primo cittadino. "A Mosca dicono che sono immagini false? Che vengano qui di perso na a vedere di chi sono le armi, di chi sono le mani, da quanti giorni i corpi giacciono nelle strade", dice ancora Fedoruk che aggiunge: "Hanno trasformato intere parti della città in un campo di concentramento. Le persone sono state chiuse negli scantinati per settimane, senza acqua e cibo. Chi usciva a cercarne veniva ucciso".
 

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