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Sabato, 21 Maggio 2022
Il racconto / Torino

L'italiano fuggito da Bucha: "Donne, stuprate e uccise. Poi schiacciate dai carri armati"

Gianluca Miglietta dopo sei giorni e sei notti rinchiuso nello scantinato del condominio era riuscito a fuggire dal sobborgo alle porte di Kiev diventato la rappresentazione dell'inferno

Le ''persone morte per la strada'', le ''macchine che saltavano in aria'' e ''la paura dei cecchini nascosti dappertutto'' in quella che era diventata ''una città fantasma''. Questa la Bucha raccontata dall'imprenditore torinese Gianluca Miglietta quando, dopo sei giorni e sei notti nello scantinato del condominio dove viveva alle porte di Kiev, ha deciso di uscire per mettersi in salvo. ''Una decisione difficile, poteva essere il mio momento e invece grazie a Dio ce l'abbiamo fatta, ma per altri non è stato così'', dice ad Adnkronos dalla provincia di Torino dove ora si trova insieme alla moglie Iryna e ai loro due cani.

'Sono ancora sotto shock'' dice ''per me è impossibile dimenticare quello che ho visto'', anche se le immagini di Bucha circolate in questi giorni rappresentano ''l'un per cento della realtà orribile che sta vivendo l'Ucraina''. Cita, a proposito, ''il massacro delle donne, stuprate e uccise. Poi gli passano sopra con il carro armato, come si può definire tutto questo?''. Per Miglietta, che in Ucraina aveva fondato l'azienda di cosmesi 'Naturelle Haute Cosmetique', quello in atto è ''un genocidio, vogliono sterminare un intero popolo, quello ucraino''. Dalle immagini viste dall'Italia, Miglietta ha riconosciuto ''la mia chiesa, quella di fronte a casa mia a Bucha, dove andavo il sabato o la domenica. C'era un prato, lo stavano sistemando prima della guerra, e ora c'è una fossa comune, sacchi neri con dentro corpi''. E poi ci sono ''le madri e i figli che vengono seppelliti nei terreni di fronte ai condomini. Non sono più persone, non ci sono più i visi, non hanno più le identità, non sono più riconoscibili. È atroce''.  Il suo pensiero va a quel 2 marzo in cui è riuscito a uscire dallo scantinato. ''Mi sono trovato davanti agli occhi delle scene agghiaccianti di distruzione e morte. A terra c'era di tutto. C'erano corpi, ragazzini, hanno sparato ai bambini'', racconta.

Bucha, che cosa è successo in 10 immagini (Foto Ansa)

Agli altri, quelli rimasti a Bucha, l'imprenditore non smette di pensare. ''E' da due settimane che non riesco a mettermi in contatto con 40, 50 persone che conosco e che sono rimaste lì. C'è l'anziano Oleg, che ha deciso di restare nella sua città, ma che non mi risponde da un po'. E ci sono le donne, giovani e anziane, che erano come me nello scantinato'', racconta. C'è anche chi ce l'ha fatta, ''due donne, con i loro bambini, ora sono al sicuro in Germania''. Per gli altri contatti, ''spero che non siano tra i morti''.

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