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Martedì, 18 Giugno 2024
Orrore a Buenos Aires / Argentina

Tre donne bruciate vive nella stanza d'albergo: "Uccise perché lesbiche"

Le fiamme sono divampate all'interno della stanza di un hotel familiare dove vivevano quattro donne, due coppie. Solo una di loro è sopravvissuta

Orrore a Buenos Aires. Le compagne e attiviste dell'associazione nella quale militavano le tre donne bruciate vive nell'incendio di una stanza d'albergo fatiscente della capitale argentina non hanno dubbi: "Le hanno uccise perché erano lesbiche". I fatti risalgono a qualche giorno fa, nel periferico quartiere di Barracas della capitale argentina. Le indagini inizialmente avevano portato a ipotizzare un incendio provocato da una stufa difettosa, ma con il passare delle ore si è fatta strada un'altra possibile verità: un vero e proprio "crimine d'odio" e di "genere".

Orrore nell'albergo familiare

Le fiamme sono divampate, infatti, quando un uomo ha lanciato liquido incendiario e dando fuoco alla stanza 14 di un hotel familiare dove vivevano le quattro donne, che formavano due coppie. Solo una di loro è sopravvissuta. Le quattro donne condividevano una piccola stanza nella pensione economica. Il sospettato è un vicino di stanza con cui le quattro donne avrebbero avuto frequenti discussioni: si chiama Justo Fernando Barrientos, ha 67 anni e ha tentato invano di togliersi la vita, tagliandosi la gola, prima di essere arrestato.

Le vittime

Le vittime sono Andrea Amarante (42 anni), Pamela Cobas (52 anni), Roxana Figueroa (52 anni). e Sofía Castro Riglos (49 anni) rimane ricoverata in ospedale. Andrea Amarante era stata una dei sopravvissuti al devastante incendio del bowling República Cromañón, nel quartiere di Once, che il 30 dicembre 2004 provocò 194 morti e un gran numero di feriti.

"Gli hanno dato fuoco perché erano lesbiche"

"Gli hanno dato fuoco perché erano lesbiche, perché erano povere e perché erano militanti", hanno denunciato le compagne dell'Associazione lesbiche di Barracas durante una protesta di fronte all'albergo.

"Uno dei crimini d'odio più aberranti degli ultimi anni": così la Federación Argentina LGBT.  "Si è trattato di un lesbicidio, e lo Stato è complice poiché in quella che era considerata la nazione più progressista del Sud America ora il clima ostile nei confronti della comunità LGBTQIA+ e delle altre minoranze sembra essere più diffuso che mai, soprattutto dopo l’elezione di Javier Milei,  autodichiarato "anarco capitalista" di estrema destra, a guida del Paese".

Il presidente argentino Milei ha annunciato mesi fa l'intenzione di chiudere l’Istituto nazionale contro la discriminazione, la xenofobia e il razzismo.

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