Il caffé è salvo (e fa pure bene): no all'etichetta per il rischio cancro

In California il caffè non sarà venduto con un'etichetta che indichi il rischio di cancro (simile a quella presente su tutti i pacchetti di sigarette). La decisione dopo una lunga battaglia legale

Il caffè è salvo. In California il caffè non sarà venduto con un'etichetta che indichi il rischio di cancro (simile a quella presente su tutti i pacchetti di sigarette). La decisione è stata presa dopo la valutazione dell'ufficio dello Stato della California che si occupa dei rischi per salute (OEHHA). Il caso e le conseguenti polemiche erano finiti al centro del dibattito pubblico la scorsa primavera, quando un giudice aveva deciso, dopo una battaglia legale di 8 anni, di dare ragione a un'associazione no profit che aveva fatto causa a diverse grandi catene di bar, tra cui Starbucks, accusate di non rispettare una legge della California (Proposition 65) che impone alle attività commerciali di informare i loro clienti sulla presenza di sostanze chimiche tossiche nei loro prodotti.

Caffe e cancro: quantità "insignificante" di acrilammide

Lo Stato della California ha ora determinato che il caffè contiene una quantità "insignificante" di acrilammide, che si produce nella fase di tostatura ed è presente anche nella bevanda finale, per essere inserito tra i prodotti che devono rispettare la Proposition 65; l'esenzione per il caffè entrerà in vigore il primo ottobre 2019. Lo scorso anno l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha stabilito che "non ci sono prove sufficienti per definire il caffè una sostanza possibilmente cancerogena per gli esseri umani". Dal 1986 in California è in vigore il “Safe Drinking Water and Toxic Enforcement Act”, comunemente conosciuto come “Proposition 65”, legge che gioco forza coinvolge anche aziende italiane ed europee che esportano direttamente o indirettamente i propri prodotti in California. La Prop. 65 si pone l’obiettivo ultimo di proteggere la popolazione dall’esposizione ad alcuni agenti chimici cancerogeni o tossici per la riproduzione, che può derivare dall’inquinamento di acque potabili, ambiente o prodotti di consumo.

Caffè: fino a 5 tazzine al giorno dimezzano il rischio di cancro al fegato 

"Rappresentiamo un settore che produce la fonte numero uno di antiossidanti nella dieta degli statunitensi: dozzine di studi suggeriscono che i bevitori di caffè vivono più a lungo, hanno un cuore più sano e sono più felici", ha detto William Murray, presidente e CEO della National Coffee Association USA. Il caffè è salvo, viva il caffè.

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