Domenica, 1 Agosto 2021

Campi rom dell'Onu su terreni contaminati da rifiuti tossici: "Bimbi avvelenati"

Centinaia di famiglie di etnia rom che hanno vissuto per più di un decennio in tre campi costruiti dalle Nazioni Unite su un terreno contaminato in Kosovo riceveranno indennizzi e pubbliche scuse per i casi di avvelenamento registrati sui bambini

Profughi in fuga ai tempi della guerra in Kosovo

Sono state costretti per più di dieci anni a vivere su terreni contaminati. Centinaia di famiglie di etnia rom che hanno vissuto per più di un decennio in tre campi costruiti dalle Nazioni Unite su un terreno contaminato in Kosovo sono vicine a ricevere indennizzi e pubbliche scuse dall'Onu per i casi di avvelenamento registrati sui bambini della comunità. Lo scrive oggi il New York Times.

Un panel sui diritti umani della missione Unmik Onu in Kosovo ha stabilito lo scorso 26 febbraio (ma la decisione non vincolante è stata resa nota soltanto questa settimana) che la missione stessa ha fallito nell'obiettivo di proteggere le famiglie rom che vennero spostate in questi campi dopo lo scoppio del conflitto tra la Serbia e separatisti albanesi che lottavano per l'indipendenza dell'enclave nel 1998. Negli anni, ong e la stessa Organizzazione mondiale della Sanità avevano raccomandato la ricollocazione del gruppo di famiglie altrove.

I tre campi, a nord di Mitrovica, si trovavano su una zona usata per lo smaltimento dei rifiuti industriali. Subito dopo il trasferimento molti membri delle famiglie rom, soprattutto anziani, donne in gravidanza e bambini, mostrarono sintomi di avvelenamento. Il gruppo di lavoro, creato nel 2006 per esaminare i reclami dei civili nei confronti dell'Unmik, ha rilevato che la missione Onu agì in maniera negligente lasciando i rom nel campo per anni nonostante si manifestassero sintomi di malattie anche mortali.

"Di conseguenza, il panel rileva che, attraverso le sue azioni e omissioni, l'Unmik è stata responsabile di aver compronmesso in maniera irreversibile la vita, la salute e lo sviluppo potenziale dei ricorrenti che sono nati e cresciuti nei campi", ha sottolineato il gruppo di lavoro nelle 79 pagine in cui si invita a presentare le "pubbliche scuse alle famiglie" e a fare "i passi appropriati verso pagamenti di adeguati indennizzi".

Fonte: New York Times →
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