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Lunedì, 15 Agosto 2022
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Coronavirus, cani “annusa-Covid”: al via la sperimentazione nel Regno Unito

La sperimentazione vedrà impegnati un gruppo di "cani anti Covid", labrador e cocker spaniel, per capire se possono individuare il virus nell'uomo dall'odore, anche negli asintomatici. L'obiettivo, se i risultati della sperimentazione saranno soddisfacenti, è di utilizzare in futuro gli animali come sistema di allarme rapido per rilevare il virus

La Gran Bretagna ha infatti annunciato una sperimentazione per capire se cani da fiuto specializzati possono rilevare la presenza di Sars-Cov-2 nell'uomo. Si tratta animali già addestrati a rilevare gli odori di alcuni tumori, la malaria e il Parkinson, come ricorda l'ente benefico Medical Detection Dogs.

Secondo quanto riferito dalla Bbc, la prima fase del trial sarà guidata dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, insieme a Medical Detection Dogs e all'Università di Durham. Il governo britannico ha finanziato la sperimentazione con 500mila sterline e il ministro dell'Innovazione, Lord James Bethell, dice di sperare che i cani possano fornire "risultati rapidi" per individuare il virus.

La sperimentazione vedrà impegnati un gruppo di "cani anti Covid", labrador e cocker spaniel, per capire se possono individuare il virus nell'uomo dall'odore, anche negli asintomatici. L'obiettivo è di utilizzare in futuro gli animali come sistema di allarme rapido per rilevare il virus.

Qualora la sperimentazione dovesse dare i risultati sperati, dicono dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, questi cani potrebbero fornire un metodo di individuazione rapido e non invasivo, arrivando a valutare ciascuno fino a 250 persone all’ora, ed essere utilizzati ad esempio negli aeroporti, come i cani antidroga. 

“Il nostro lavoro ha dimostrato in precedenza che la malaria ha un odore caratteristico e con Medical Detection Dogs abbiamo addestrato con successo i cani a rilevare la malattia. Questo, combinato con la consapevolezza che le malattie respiratorie possono cambiare l’odore del corpo, ci fa sperare che i cani possano rilevare anche il Covid-19”, ha detto il professor John Logan, che guida il progetto ed è direttore del Centro per il controllo delle malattie della London School of Hygiene & Tropical Medicine. “In caso di successo, questo approccio potrebbe rivoluzionare il modo in cui diagnostichiamo il virus, portando a un rapido screening di un elevato numero di persone, il che potrebbe avere un impatto profondo e contribuire a riportare la nostra vita a una sorta di normalità”.

La fase iniziale della sperimentazione vedrà impegnato anche il personale del Servizio Sanitario Britannico (NHS) che raccoglierà campioni negli ospedali di Londra. Poi inizierà l'addestramento per i sei cani - Norman, Digby, Storm, Star, Jasper e Asher - scelti per il progetto. Secondo gli ideatori del progetto la formazione potrebbe richiedere da sei a otto settimane.

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