Sabato, 8 Maggio 2021
Una storia triste / Stati Uniti d'America

La bambina a cui sono stati tagliati i capelli a scuola da un insegnante: "Razzismo"

Prima era stata “colpita” da una compagna di classe. La scuola ha provato a scusarsi ma il padre si è rivolto alla rete che tutela i bambini da episodi di razzismo nelle scuole

Foto pubblicate su Instagram dal padre

Dispiacere e rabbia per quanto accaduto a Mount Pleasant, nel Michigan. Vittima una bimba di sette anni dalla folta e riccia capigliatura che le è stata tagliata per ben due volte a scuola, senza l'autorizzazione dei suoi genitori e contro la sua volontà. Il padre, Jimmy Hoffmeyer, è andato su tutte le furie. Sua figlia Jurnee, birazziale, aveva i capelli lunghi e ricci prima che le forbici impugnate da una compagna di classe prima, e da un insegnante dopo, si accanissero sulla sua capigliatura. Il papà ha denunciato l’accaduto.

L'autore del primo taglio 

In un'intervista all'Associated Press, ha detto che sua figlia è arrivata a casa da scuola in lacrime: aveva i capelli tagliati su un lato della testa. Tra le lacrime ha raccontato che il taglio era stato eseguito da una compagna di classe mentre erano su uno scuola bus. Le forbici, invece, le avrebbe prese in un'aula della Ganiard Elementary School. Il papà ha portato Jurnee dal parrucchiere per cercare di armonizzare il taglio, anche perché la capigliatura riccia non è semplice da acconciare. Il parrucchiere, però, ha riferito che il taglio fatto era così estremo che l’unico modo per intervenire era quello di provare uno stile asimmetrico oppure tagliare i restanti capelli.

La violenza dell'insegnante

"Jurnee non voleva sembrare un ragazzo" ha spiegato il papà e così il parrucchiere ha optato per un taglio asimmetrico che le è stato realizzato gratuitamente, con l’impegno che sarebbe stato fatto un ulteriore lavoro per uniformare il taglio, una volta cresciuti i capelli. Ma non c’è stato tempo: due giorni dopo Jurnee è tornata a casa da scuola di nuovo in lacrime e con quasi tutti i capelli tagliati fino a pochi centimetri dalla testa. Il padre in un primo momento ha pensato che fosse stato di nuovo un compagno di classe e l’ha quasi redarguita: “Pensavo di averti detto che nessun bambino dovrebbe mai tagliarti i capelli", ma lei ha risposto che era stato un insegnante.

Le scuse della scuola 

Lo scopo, a quanto pare, era quello di intervenire sulla capigliatura per uniformarla. Hoffmeyer avrebbe incontrato il personale amministrativo della scuola chiedendo una spiegazione e un intervento nei confronti dell’insegnante che aveva osato tagliare i capelli alla figlia. Il padre ha riferito nell’intervista di aver ricevuto una chiamata dalla sovrintendente delle scuole di Mount Pleasant che si è offerta di far inviare messaggi di scuse alla famiglia. "Mi sono arrabbiato e ho riattaccato", ha raccontato Hoffmeyer, che ha iscritto la figlia in un’altra scuola. Il padre a metà aprile ha contattato NPU, autodefinita come “una rete di organizzazioni di genitori attivisti di base in tutto il Paese unita dagli obiettivi di dare più forza alle azioni dei genitori nel migliorare la qualità della vita dei bambini negli Stati Uniti". Alla base di quanto successo, secondo il padre di Jurnee, ci sarebbe una questione di razzismo non legata solo alla questione della pelle. La NPU sta lavorando ad un disegno di legge che vieterebbe la discriminazione dei capelli basata sulla razza.

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